I tagli ai Patronati, previsti nella Legge di Stabilità approvata al Senato e passata alla Camera, andranno a colpire le fasce più deboli della società.
Si tratta di 28 milioni di euro in meno, che si vanno ad aggiungere ai 35 milioni di tagli dell’anno scorso.
Risorse dei lavoratori che sono destinate a garantire servizi ai cittadini(22 milioni all’anno, dei quali 500 mila in Umbria) che, attraverso il lavoro dei Patronati, hanno come obiettivo quello di offrire pari condizioni di accesso al sistema sociale delle tutele. Attraverso il loro intervento, infatti, si sopperisce ad inefficienze dello Stato e a problemi di digital–divide (disuguaglianze nell’accesso alle nuove tecnologie). Di questo si è trattato nel corso della conferenza stampa di questa mattina, 30 novembre, che si è tenuta presso la sede regionale delle Acli, dove è intervenuto il presidente Ce-PaMaurizio Soru, assieme ai rappresentanti dei patronati aderenti (Acli, Inas, Inca e Ital), e ai segretari generali regionali di Cgil, Cisl Uil e Acli Umbria.

Nel corso dell’incontro, nel quale si è preso atto dell’assenza degli onorevoli parlamentari umbri che erano stati invitati a partecipare, sono stati annunciati due presidi di protesta: uno a Perugia, davanti all’Inps e all’Agenzia delle Entrate, e l’altro a Terni, davanti alla sede Inps. Entrambi per il 4 dicembre alle ore 10, quando i Patronati aderenti al Ce-Pa di Perugia e Terni rimarranno chiusi per ribadire il proprio no “a quelli che si presentano come dei veri e propri tagli strutturali del Governo.
Alla protesta si uniranno anche i Caf delle 4 organizzazioni anch’essi interessati da pesanti tagli previsti dalla legge di stabilità.
Questi tagli mettono in pericolo la coesione sociale e l’accesso a diritti fondamentali dei cittadini, sanciti dalla costituzione, nonché l’assetto occupazionale delle strutture stesse dei Patronati che rischia di essere ridotto di 1/5 e che solo in Umbria conta 29 diversi Patronati per un bacino di 250 dipendenti.
Strutture che offrono servizi che, nella maggioranza dei casi, sono gratuiti e si rivolgono a persone che altrimenti si troverebbero in seria difficoltà: immigrati e persone disoccupate in primo luogo”.
“Con questi tagli – è stato poi ribadito- è come se venissero stracciate 1.200.000 firme, quelle che sono state raccolte tra i cittadini contro il taglio l’anno scorso, per ribadire il ruolo fondamentale dei Patronati”.
Quest’anno la campagna per dire no ai tagli è approdata sul web:Acli, Inas, Inca e Ital hanno chiesto ai cittadini di essere sostenuti attraverso la trasmissione e la pubblicazione di propri selfie nei loro portali. Una battaglia a favore dei diritti e delle tutele, attraverso l’adesione a #IOCIMETTOLAFACCIA #XIDIRITTI.

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