La famiglia Ridolfi di Massa Martana festeggia in questo anno un prestigioso e storico traguardo, il centenario della sua attività commerciale.
Era il lontano 15 gennaio 1915 quando il Comune di Massa Martana rilasciò a Silla Ridolfi la licenza di pubblico esercizio per la vendita di vino al minuto con la seguente motivazione: “Considerato che il pendente è un emigrante rimpatriato dai paesi della guerra ove ha dovuto lasciare tutti i suoi risparmi e che per tale fatto non ha mezzi di suvvivenza molto più perché non possiede alcuna professione o mestiere, considerato che il locale ove vorrebbe istituire tale esercizio trovasi fuori del centro di questo capoluogo e potrebbe essere utile ai passeggeri che percorrono la via Spoleto-Massa-Terni, Foligno- Massa-Terni e viceversa”.
Silla Ridolfi il 5 maggio del 1913 sposò la compaesana Argenia Camilli e poco tempo dopo il matrimonio, come emigranti, partono per Clouange, cittadina della Lorena, in quel momento appartenente all’Impero Tedesco del Kaiser Guglielmo II.
A Clouange, Silla e Argenia si ritrovano insieme ad altri due massetani, Andreas Pucci e Pina Lanari, con i quali gestiscono una birreria. Il tempo di dare inizio all’attività, che andava anche bene, e di vedere il 9 marzo 1914 la nascita della prima figlia, Eleonora, che le cose cambiano radicalmente.
Gli eventi precipitano in Europa con l’uccisione a Sarajevo, il 28 giugno 1914, dell’arciduca Francesco Ferdinando, e con il conseguente scoppio della prima guerra mondiale la cittadina di Clounge si trovò proprio sulla linea di fuoco nella regione secolarmente contesa tra Francia e Germania.
Nell’incalzare di questi avvenimenti Silla e Argenia, a differenza di Pucci e Lanari che restano a Clouange, decidono di ritornare in Italia, a Massa Mattana loro paese di origine, lasciando sia la promettente attività commerciale sia i mobili e suppellettili che nel frattempo si erano procurati. Ma anche in Italia le cose non vanno per il meglio.
Silla Ridolfi, ottenuta la preziosa licenza di pubblico esercizio, ha appena il tempo di mettere in piedi questa nuova attività e di vedere la nascita del secondo figlio Aldo, il 27 febbraio 1915, che è richiamato per partecipare alla Prima Guerra Mondiale.
L’attività commerciale viene gestita dalla moglie Argenia, con l’aiuto di suo zio Calisto, mentre Silla parte per il fronte il 6 novembre 1915.
Dopo tre anni trascorsi in zona di guerra nel 26° Reggimento Fanteria, Silla viene congedato il 20 dicembre 1918 e torna a Massa Martana, dove riprende la propria attività allargando anche la gamma dei prodotti trattati passando dalla “vendita unicamente di vino al minuto” ai generi alimentari.
Il negozio dove Silla impianta definitivamente la sua attività commerciale è a metà della via principale del centro storico, corso Regina Margherita. Sono locali a pianterreno in comunicazione con l’abitazione sovrastante, dove Silla e Argenia con i due figli Eleonora e Aldo, sono andati ad abitare prendendola in affitto dai fratelli Camilli, parenti di Argenia.
Questi locali, diventarono poi noti come “la bottega de Silla”, sede dell’attività commerciale Ridolfì fino al terremoto del 1997.
Nel 1925, dopo la nascita della terza figlia Maria, Silla acquista da Demetria Rossi alcuni locali adiacenti alla sua abitazione per utilizzarli come magazzino e per l’ampliamento l’attività.
Nello stesso periodo Silla, oltre al negozio di “generi alimentari e affini”, prende in gestione il forno pubblico per la produzione di pane, sito all’epoca, in una traversa di via Mazzini, attuale via Marconi, in un fondo di proprietà del “sor Achille Orsini”, a fianco della chiesa di San Sebastiano.
L’esercizio commerciale di Silla Ridolfi e di sua moglie Argenia, ha un nuovo impulso dopo la Seconda Guerra Mondiale, quando a dare aiuto all’impresa interviene il figlio Aldo che, intorno alla fine degli anni ’30, lavorava come impiegato presso le Acciaierie di Temi.
Nel 1940, allo scoppio della guerra, Aldo viene richiamato alle armi nel 22° Auto Reparto della Divisione Cacciatori delle Alpi fino al termine del conflitto.
Tornato dalla guerra, alla fine del 1945, riprende il proprio impiego alle Acciaierie di Terni e sposa nel 1947 Elda Ranchicchio dalla quale ha tre figli, Carlo (1949), Mario (1952) e Stefano (1960).
Nel 1949, in seguito alla crisi postbellica, Aldo è licenziato dalle Acciaierie per cui decide di occuparsi dell’attività familiare, che rimane comunque sotto la titolarità di Silla.
Lasciato nel 1950 il vecchio forno a legna di Via Mazzini, se ne costruisce uno nuovo a vapore “installandolo in Via Regina Margherita con ingresso nella via trasversale” nei locali adiacenti al negozio di generi alimentari, acquistati da Silla nel 1925.
Con l’apporto di nuove forze l’attività si espande notevolmente, Silla e Argenia sono sostenuti da Aldo e Elda che partecipano attivamente nel lavoro del forno, dove saltuariamente da una mano Scipione Baglioni, dalle prime ore del mattino fino all’ora di apertura del negozio per vendere il pane appena sfornato e gli altri generi alimentari.
Nel 1957, per l’avanzata età Silla, “titolare della licenza n°39 per la vendita al minuto di generi alimentari in genere, cereali, salati, salumi, sapone, coloranti, droghe, soda, pane, carne suina fresca ed insaccata” chiede al presidente della Commissione Commercio fisso di Massa Martana di poter intestare la propria licenza al figlio Aldo che diventa titolare dell’attività il 9 maggio 1958.
Tra il 1971 e il 1973, in seguito alla ristrutturazione di tutto il fabbricato, nel frattempo acquistato da Aldo Ridolfi, l’attività commerciale si sposta provvisoriamente nei due locali di fronte, tra Via Piervisani e Via del Voltone, usati in precedenza come falegnameria da “Peppe Fiacchi”.
Ritiratisi Silla e Argenia, Aldo è coadiuvato soprattutto dalla moglie Elda e saltuariamente dai figli. Carlo e Stefano scelgono vie diverse mentre Mario è il più assiduo e convinto nel collaborare air attività commerciale paterna tanto che nel 1981 Aldo gli trasferisce la titolarità e la gestione.
La nuova gestione però dura appena due anni per la prematura scomparsa di Mario nel dicembre 1983.
Dopo la tragica morte di Mario, è Stefano a prendere le redini dell’azienda di famiglia. Per la nuova situazione e l’anzianità dei genitori Aldo e Elda, Stefano concentra l’attività nel settore commerciale per cui cessa la produzione di pane e smantella il forno a vapore.
Stefano si sposa il 5 luglio 1987 con Vilma Stomi dalla quale ha due figli, Alessia (1988) e Marco (1990) e ha in mente di allargare Fattività adeguandola alle moderne esigenze commerciali.
Per questo acquista, fuori dalle mura castellane ma sempre in una zona centrale del paese, i locali a pianterreno dell’ex villa Moschini per trasformarli in supermercato, con spazi più ampi, parcheggio e magazzini più capienti.
All’inizio del 1997 la ristrutturazione dei nuovi locali è pressoché terminata e si è in procinto di trasferire definitivamente l’attività commerciale dal tradizionale negozio di Via Regina Margherita n. 17 (ex Via Maestra) alla nuova sede di Piazza Matteotti n. 1 (ex Piazza Garibaldi prima e poi Piazza Italo Balbo).
Ad accelerare l’evento è il terremoto del 12 maggio 1997. Il Centro Storico di Massa Martana è gravemente e diffusamente danneggiato e la maggior parte degli edifici inagibile. Tutte le attività lì esistenti vengono trasferite in situazioni provvisorie, molte chiudono del tutto.
Piuttosto che finire in un “container” Stefano accelera la sistemazione dei locali di Piazza Matteotti e vi trasferisce definitivamente l’attività commerciale che continua a gestire con passione da oltre 30 anni, insieme alla moglie Vilma, mantenendo così ancora vive le tradizioni familiari.










