L’occasione offerta dal Piano Urbano Complesso è molto interessante, anche se un singolo programma non può certo dare soluzione ai numerosi problemi che affliggono il centro storico di Todi.
C’è inoltre il rischio che neppure la prospettiva di contributi per l’avvio e la ristrutturazione di esercizi commerciali solleticherà più di tanto la voglia di investire in un settore che manifesta chiarissimi segnali di crisi.
Però si può fare un piccolo tentativo, concentrandosi su un paio di iniziative pilota che potrebbero dare il via a un circuito virtuoso, un esempio al quale, in caso di successo, altri si potrebbero aggregare.
Ecco le due idee su cui sto lavorando:
1) Attirare nel centro storico artigiani che hanno il laboratorio altrove (anche in altre città, se necessario) e che non possono sostenere da soli il costo di un negozio.
Dare loro una vetrina in alcuni locali dedicati espressamente a questo, fornendo anche personale plurilingue che illustra la merce ai clienti, prende i contatti, indirizza gli interessati al rispettivo laboratorio artigiano.
Con 5 o 6 vetrine di questo tipo, poste in locali adiacenti o abbastanza vicini, si possono ammortizzare molti costi (una sola persona che cura più locali, un solo recapito telefonico) e soprattutto si può provare a dare un’immagine unitaria e di qualità.
L’interesse dei proprietari dei negozi è evidente: vi sono almeno una trentina di locali sfitti, alcuni anche da anni.
Poi, non è da trascurare il fatto che col sistema delle vetrine condivise gli affittuari hanno costi individuali molto più bassi, e quindi più sostenibili. Si riduce in sostanza il rischio di un’attività che nasce e muore nel giro di 6 mesi, come purtroppo è successo ripetutamente. Meno rischio di insuccesso vuol dire maggior garanzia di continuità negli affitti.
2) Creare un nucleo di appartamenti da affittare a turisti secondo lo schema collaudato dell’albergo diffuso.
Il proprietario è sollevato da ogni onere, perché verrà assicurata una gestione unitaria degli appartamenti, che curerà tutti i particolari, dalla pubblicizzazione in Italia e all’estero all’accoglienza degli ospiti, dalle pulizie alle piccole manutenzioni.
Una reception virtuale, che garantirà gli standard di qualità che oggi il mercato richiede, assicurando ai proprietari introiti aggiuntivi, senza privarli del diritto di continuare ad usare gli appartamenti.
L’economia locale ne risentirà positivamente, dato che oggi il turista che vuole soggiornare in appartamento nel centro storico di Todi non ha grande scelta, e spesso è costretto ad andare in altre località.
Sono previsti, per le ristrutturazioni e l’avvio, contributi a fondo perduto,fino al 30%, ma non è pensabile un intervento a pioggia su iniziative scollegate tra loro: è necessario aggregarsi intorno a idee e strategie comuni.
Invito quindi i proprietari di immobili (sia residenziali che commerciali), artigiani, imprenditori, a manifestare il loro eventuale interesse a queste idee, tenendo presente che i tempi sono molto stretti.












