In questi giorni, abbiamo assistito alla farsa di un Consiglio Comunale che ha rinviato per la seconda volta in due mesi la trattazione della pratica di variante al Piano Regolatore in località Ponterio.
In buona sostanza i proprietari di alcuni lotti hanno chiesto di poter modificare la destinazione delle aree di loro proprietà, attualmente a vocazione mista (residenziale–commerciale), trasformandole in aree a destinazione esclusivamente commerciale.
Noi, come partiti di opposizione, sin dal primo momento, abbiamo ritenuto inopportuno portare la trattazione di questo fondamentale argomento in Consiglio Comunale, senza prima averne approfondito le possibili conseguenze in maniera completa, anche attraverso una concertazione con i cittadini e soprattutto in presenza di un chiaro piano di sviluppo di Ponterio e della città tutta da parte della Giunta Rossini.
Ma questa amministrazione Comunale, giunta quasi alla fine del proprio mandato, ha dimostrato di non avere idee in merito al progetto di sviluppo e rilancio di Todi.
Prova ne sia, che le prime prese di posizione del PD e della maggioranza erano in favore di una veloce approvazione della variante senza concertazione alcuna, per poi presentarsi in Consiglio Comunale chiedendone il rinvio in maniera raffazzonata.
Proprio Rossini e la sua maggioranza, sino a poco tempo fa, esaltavano il nuovo Piano Regolatore del 2006, ideato dal Partito Democratico e dalla Sinistra cittadina, per poi verificarne scelte azzardate e troppo complesse. Da parte nostra, crediamo che si sia perso di vista, comunque, il vero problema che è a monte della richiesta di variante ovvero quale sia o possa essere appunto il futuro della nostra città.
In una visione strategica che pensi alla Todi del 2050, i problemi che debbono essere affrontati sono ben altri, nell’ambito di un quadro complessivo che abbia una idea di insieme e di sviluppo. Nel dibattito politico al quale stiamo assistendo non sentiamo parlare ad esempio delle opere pubbliche relative al completamento del Contratto di quartiere di Ponterio come le aree verdi, le piste ciclabili e la Piazza (localizzata nell’ex distributore AGIP). Opere che già godono di un finanziamento pubblico e che, dopo i lavori eseguiti dalla giunta di centro destra avrebbero dovuto partire ormai da lungo tempo ed essere completate. Di fatto, la spinta propulsiva di riqualificazione di Ponterio si è fermata con l’avvento della Giunta Rossini.
Dal 2007 al 2012 Ponterio ha subito una radicale trasformazione, con la creazione dell’Argine, di una grande rete di infrastrutture (viabilità, parcheggi, illuminazione e fognature), delle case di edilizia residenziale e quelle popolari, degli spazi direzionali e commerciali della galleria “Il Ponte” e dello spazio commerciale della grande distribuzione dell’EMI.
Poi, da quattro anni a questa parte, proprio nel momento in cui la crisi economica mordeva di più e la situazione di Ponterio aveva bisogno di una definizione risolutiva delle opere e degli spazi, il percorso si è fermato, guarda caso con il cambio di Amministrazione Comunale.
Alla stessa stregua di quello che, del resto, è accaduto con il Centro Storico. Il QSV programmato a suo tempo insieme al PUC2, ha subito gravi ritardi nell’attuazione, lasciando aperte partite vitali per Todi, come l’annoso problema dei parcheggi nella parte Nord della Città e la programmazione di politiche economiche e fiscali che favorissero l’apertura di nuovi negozi ed attività.
Ancor meno si è fatto per il Quartiere Europa e tutte le altre frazioni, senza opere pubbliche e senza decisioni a livello strategico. Tutto questo a ribadire che, mancando una visione di insieme, è impossibile far iniziare un percorso virtuoso che possa dare un futuro a Todi.
La domanda che ci poniamo, quindi è: la variante si inserisce in un quadro generale di sviluppo e di riqualificazione della città o è solo la base per la ennesima cattedrale nel deserto? Questo dovrà spiegare la Giunta Rossini, prima di tutto ai cittadini, e poi eventualmente in Consiglio Comunale. Dalla risposta dipenderà il futuro di Todi, che di sicuro prescinde dalle beghe dei partiti e delle piccole comparse e comparsate di questa vicenda.
- Forza Italia, Fratelli d'Italia, Lega Nord Todi
- 2 Gennaio 2016









