Nonostante i proclami rassicuranti del “bomba” Renzi, il 2016 sarà purtroppo un altro anno di crisi nera e di sacrifici a cui tutti gli italiani, nessuno escluso, saranno chiamati a partecipare. Chi infatti come Matteo Renzi dice di vedere la “luce in fondo al tunnel“, di “una crisi che l’Italia si è lasciata oramai alle spalle”, di “italiani che si sono arricchiti in questi anni”, è, a mio modo di vedere, qualcuno che non ha avuto e non ha il coraggio di scendere tra la gente ed ascoltare il grido di disperazione che viene del popolo.
Il 2016, soprattutto per Todi, sarà comunque un anno ricco di cambiamenti; un anno particolarmente “frizzante” dal punto di vista politico.
Di certo una cosa buona Todi la otterrà. Il 2016 sarà l’ultimo anno dell’Amministrazione Rossini. Nonostante le faide all’interno della maggioranza che lo sostiene e i mal di pancia di tutti i consiglieri di centro sinistra nei confronti di un’Amministrazione che ha scontentato tutto e tutti (in primis loro stessi), Carlo Rossini, solo per amor di poltrona, tirerà a campare un altro anno incurante del nulla più assoluto in cui ha trascinato la nostra Città in questi suoi quattro anni di mandato.
Da parte mia voglio esprimere a tutti i tuderti un augurio sincero per questo nuovo anno in arrivo. A cominciare da tutti quelli che la settimana prima di Natale hanno partecipato alla cena organizzata dai partiti di centro destra tuderti. Soprattutto in un momento come questo dove la politica (tutta) ha troppo spesso nauseato la gente, è stata una splendida iniezione di fiducia vedere così tante persone parlare di speranza e di una alternativa possibile allo sfacelo della sinistra amministrazione cittadina fondato nella coerenza e nel rispetto di quelli che sono i comuni valori da sempre cari al centro destra. A Todi, come in tutta Italia, dopo decenni di emarginazione politica, il centro destra era arrivato al governo della Città. Ma quella che doveva essere una nuova cultura di governo è arrivata a trasformarsi in una vera e propria sete di potere animata da alcuni soggetti che hanno anteposto i propri interessi personali a quelli della Città. Ed è così che è iniziata la disgregazione di un’intera comunità. Ora noi siamo tutti chiamati a recuperare il valore del sacrificio e della pazienza. Il centro destra a Todi potrà ancora ambire a ricoprire incarichi di vertice e di responsabilità, ma non facendone una questione anagrafica e personale; il centro-destra non ha bisogno di innovatori dell’ultimo momento e rottamatori alla Renzi, solo di federatori sinceri.
Anche perché il rottamatore di turno è spesso solo quello che con la scusa del rinnovamento, vuole semplicemente bruciare le tappe, arrivare al potere in cinque anni quando tutti gli altri di anni (e di sacrifici) ne hanno spesi cinquanta. Non sono rottamatori, sono solo dei miserabili scavalcatori che vogliono tutto e subito. Ma in politica non funziona così.
A Todi, intorno ai partiti di centro destra si è cominciato a lavorare su un progetto di sviluppo della città e del suo territorio. Un progetto fatto soprattutto di persone che si riconoscono nella necessità di riportare ordine e riconoscersi nei valori che da sempre li accomunano; uomini e donne che si vogliono mettere a disposizione ed occuparsi con passione ma senza tornaconti personali della cosa pubblica. La porta ovviamente è aperta a tutti quelli che si riconoscono in questo spirito di sacrificio e di dedizione. Io sono certo che solo da questi presupposti il centro destra potrà risorgere. Sarà un bel centro-destra; magari più asciutto grazie ad una opportuna dieta dimagrante, ma rinvigorito e certamente meno arrogante. Sarà soprattutto competente ed entusiasta, per nulla rassegnato e saprà mettere sul tavolo temi affascinanti iniziando da quelli culturali, dello sviluppo, della difesa della famiglia, dell’ambiente e dei giovani.
Quegli stessi giovani che, con la loro partecipazione e la loro voglia di fare, hanno già dimostrato di sapere bene cosa sia lo spirito della militanza, vero motore del centro-destra tuderte che verrà.
Buon 2016!
- Antonio Serafini
- 2 Gennaio 2016









