Domani una delegazione del Perugia calcio e delle giovanili della società porterà un augurio di buon anno e un messaggio di speranza ai giovani pazienti ospiti della struttura che affianca l'ospedale al centro anche dei ringraziamenti di un noto sportivo perugino
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Un’epifania dal sapore speciale quella di domani per i bambini e le famiglie del residence “Daniele Chianelli”, in cura presso il reparto di Oncoemtaologia Pediatrica dell’Ospedale di Perugia, che nel pomeriggio alle 15 riceveranno la visita di una delegazione del Perugia calcio e delle giovanili della società per portare un augurio di buon anno e un messaggio di speranza ai giovani pazienti ospiti della struttura.

«La Befana è una bella tradizione per i nostri bambini – ha detto il presidente del ‘Comitato per la Vita’, Franco Chianelli – che quest’anno si arricchisce con la presenza del Perugia calcio, società da sempre vicina alla nostra realtà.
Ringraziamo il presidente Massimiliano Santopadre, i responsabili del settore giovanile e tutti i presenti perché la loro vicinanza è un incoraggiamento per i nostri piccoli pazienti, che con gli atleti biancorossi condividono passione e voglia di vincere le sfide della vita.
Un divisa pronta da indossare è lo stimolo migliore per tornare presto in campo».

Per il Perugia Calcio saranno presenti i calciatori Masahudu Alhassan, Amidu Salifu e Davide Lanzafame accompagnati dal Responsabile Settore Giovanile Giovanni Guerri, dal Responsabile organizzativo Settore Giovanile Francesco Gaudenzi e altri dirigenti del settore giovanile.
Inoltre presenzieranno all’evento i capitani delle quattro squadre agonistiche nazionali.
Un ringraziamento va alla società cooperativa MB, sponsor del Settore Giovanile AC Perugia Calcio, nella persona del dott. Oreste Mollichella che donerà ai ragazzi del Chianelli 40 completi gara del Settore Giovanile e 40 palloni da gara.
L’appuntamento è alle 15 di mercoledì 6 gennaio, presso il residence Daniele Chianelli, la struttura con 30 appartamenti che ospita gratuitamente pazienti e famiglie dei malati in cura all’ospedale di Perugia.

Intanto un personaggio conosciuto non solo tra gli addetti ai lavori, ma anche dai tanti sportivi che frequentano lo stadio Curi, Ilvano Ercoli, ha voluto ringraziare quanti gli hanno manifestato vicinanza durante il suo ricovero nell’ospedale perugino .

Un quarto di secolo quello di Ercoli vissuto intensamente nel Perugia calcio, a fianco di presidenti, direttori sportivi, allenatori. Ercoli è stato costretto ai box per qualche settimana, ma ora che le terapie si stanno avviando a conclusione, ha voluto trasmettere alla Direzione Generale del S. Maria della Misericordia una lettera di ringraziamento al personale ospedaliero che lo ha curato. Una lettera di gratitudine verso i sanitari e verso i protagonisti del calcio che gli hanno manifestato i sentimenti più nobili. Eccola:
” Magari anche oggi sui giornali si parlerà di malasanità; non compete a me giudicare, perché ci sono istituzioni preposte ai controlli di quanti accade in un ospedale. Personalmente posso solo dire di aver toccare con mano una vera e propria eccellenza della sanità.

Durante il mio periodo di degenza presso il Reparto di Chirurgia d’Urgenza dell’Ospedale “Santa Maria della Misericordia” di Perugia, diretto dal Prof. Annibale Donini, ho potuto godere in prima persona, ma anche constatare nei confronti degli altri pazienti, di un trattamento di primo livello da parte di tutto il personale medico ed infermieristico: dalla professionalità in ambito chirurgico, professionalità riscontrata anche grazie alla riuscita dell’intervento cui sono stato sottoposto, alla sensibilità con cui dottori, infermieri e personale sanitario si sono prodigati nel seguire il decorso post-operatorio, oltre che la disponibilità e la costante assistenza per qualsiasi bisogno.

Un reparto, quello del Prof. Donini, caratterizzato dalla grazia e dell’empatia con cui tutti, dal primo all’ultimo rappresentante , senza alcuna eccezione, hanno trattato me ed i miei familiari, facendoci sentire non in un ospedale, bensì come a casa nostra. Affidarsi con fiducia e tranquillità, in particolar modo quando si tratta della propria salute, nelle mani di persone come quelle appena indicate, rende un intervento e la degenza relativa meno dolorosi e preoccupanti sia per il paziente, sia per i familiari.
E’ stato per me fondamentale sentirmi curato e controllato non come un “numero”, od un caso clinico qualunque, ma come una “persona” degna delle più riguardevoli attenzioni da parte dello staff.
A tutti loro va la mia gratitudine per aver fatto fronte a qualsiasi mia necessità, incoraggiandomi e rassicurandomi ogni giorno, come si fa con una persona di casa. Mi sia anche concesso di ringraziare quanti, al di fuori dell’ambiente ospedaliero ha voluto testimoniarmi con la presenza durante la degenza, con messaggi, lettere, articoli di giornali tutta la vicinanza.
Dovrei fare un elenco lunghissimo e sicuramente dimenticherei qualcuno. Sono orgoglioso di aver dedicato tanto della mia vita al calcio, tutte le sue componenti mi sono stati vicino. Grazie di cuore!”

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