Un braciere accesso per riscaldare una sala in cui si consumava, tra amici, una cena ha emesso esalazioni che hanno portato in ospedale una coppia dell'alta valle del Tevere
braciere

La pericolosità di accendere fuochi liberi in ambienti che, diversamente da una volta, sono sempre più sigillati con scarso ricambio d’aria viene ancora una volta sottovalutata privilegiando il tepore che contrasti il freddo intenso delle ore notturne.

Ed anche stavolta c’è qualcuno a farne direttamente le spese, mentre altri sono in angoscia.

Una coppia di coniugi di Pistrino, località nell’Alta Valle del Tevere nel comune di Citerna, si trova dalla scorsa notte ricoverata presso l’ Ospedale di Città di Castello, vittima di una intossicazione da mono ossido di carbonio.

Il fatto è accaduto nella serata di giovedì 21 gennaio , durante una cena allargata a familiari ed amici.
Due degli ospiti, un uomo ed una donna di circa 65 anni, residenti nello stesso comune, hanno avvertito disturbi legati alle esalazioni di un braciere, acceso in cucina a supporto dello impianto di riscaldamento tradizionale.

Il malore dei due ha allarmato gli altri commensali, che hanno chiesto i soccorsi alla centrale operativa del 118 di Perugia.L’operatrice in servizio Donatella Ciuchi ha immediatamente coordinato le operazioni di messa in sicurezza della coppia con l’invio di un’autoambulanza medicalizzare e convocando sul posto Vigili del Fuoco ed i Carabinieri di Città di Castello.
I due intossicati , come riferisce una nota dell’ufficio stampa dell’Azienda Ospedaliera di Perugia, sono stati ricoverati e stamane i medici valuteranno se il dosaggio di monossido riscontrato farà scattare il trasferimento a Fano per le terapie nella camera iperbarica.

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