Pena il commissariamento entro la fine di marzo in tutti e 92 Comuni umbri dovrà essere effettuata la raccolta differenziata domiciliare.
discarica

La Giunta Regionale cerca di forzare il passo per sostanzialmente evitare che si debbano costruire nuovi inceneritori dei rifiuti o che le discariche trabocchino.
Un’azione resa anche necessaria dallo scetticismo sulla filiera della raccolta che comincia a coinvolgere anche i cittadini più consapevoli i quali tra l’altro si vedono ogni giorno di più appioppare confezioni in cui gli imballaggi vari fanno quasi premio sui contenuti, metodo che sta rivelandosi come la “madre” del problema.

I dati regionali del 2014 testimoniano che il capoluogo regionale ha superato il 60%, mentre Terni si è attestata al 43,2 per cento arretrando rispetto all’anno precedente.
Quattro Comuni sopra i 10mila abitanti hanno superato l’obiettivo del 65% fissato dal Piano: Umbertide (71,9%); Bastia Umbra (69,6%); Marsciano (66,9%) e Todi (66,6%).
Altri Comuni più piccoli (Bettona, Torgiano, Lisciano Niccone, Giano dell’Umbria) hanno raggiunto risultati di rilievo a livello nazionale, con percentuali vicine o addirittura superiori al 70%.
Per contro ci sono Comuni come Assisi, Spoleto, Amelia e Orvieto che si sono attestati sotto il 40 per cento.

Stabilito pertanto, l’obbligo per tutti i Comuni umbri di adottare il metodo di raccolta “porta a porta”, come previsto dal Piano regionale di gestione dei rifiuti, per accelerare l’incremento della raccolta differenziata con l’obiettivo del 60% entro il 2016.

“Un obiettivo raggiungibile, come dimostrano i risultati conseguiti già oggi in Comuni anche di grandi dimensioni e la media regionale che già supera il 50 per cento – ha detto la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, illustrando insieme all’assessore regionale all’Ambiente, Fernanda Cecchini i contenuti della delibera approvata dalla Giunta regionale – per il quale abbiamo fissato precise scadenze: entro la fine di marzo in tutti e 92 Comuni umbri dovrà essere effettuata la raccolta differenziata domiciliare.
Altrimenti sarà la Regione, anche attraverso commissari ad acta, a provvedere per arrivare a un risultato omogeneo su tutto il territorio regionale”.

Altro obiettivo è quello della sperimentazione della tariffa puntuale: “attendiamo la normativa nazionale in materia, ma poiché potrà consentire anche una migliore qualità della raccolta differenziata l’accompagneremo – ha detto la presidente – con un sostegno finanziario per gli investimenti dei Comuni per la realizzazione dei sistemi che consentano l’identificazione dei cittadini e la quantificazione dei rifiuti differenziati”.

“L’Umbria – ha affermato fra l’altro – si pone l’obiettivo strategico di giungere al superamento del conferimento in discarica, secondo la tabella di marcia indicata dalla normativa europea che fissa quale obiettivo di medio-lungo periodo, al 2030, una quantità di rifiuti in discarica che non sia maggiore al 10 per cento.
Attualmente si è circa al 50%, ma anche attraverso questa delibera contiamo di abbattere la quantità al 25% dei rifiuti prodotti”.

La presidente Marini ha ricordato che la Regione Umbria ha riconfermato anche in sede di Conferenza Stato-Regioni la sua contrarietà alla realizzazione in Umbria di un impianto di termovalorizzazione “perché non economicamente sostenibile sulla base dei dati certificati della produzione dei rifiuti e degli obiettivi del Piano regionale”.
“Vogliamo imprimere un’accelerazione all’attuazione delle previsioni contenute nel Piano regionale – ha sottolineato l’assessore Cecchini – ed ognuno è chiamato a fare la sua parte, dai Comuni ai cittadini.
Un percorso che sarà integrato dalle disposizioni sull’impiantistica contenute in un atto che a breve sarà approvato dalla Giunta regionale, sul quale gli uffici regionali stanno lavorando con il coinvolgimento di Arpa, Comuni e soggetti gestori, e che assegnerà obiettivi per ogni impianto e soggetto gestore”.

condividi su: