Ultimamente ci siamo talmente abituati a sentir parlare di crisi e di disastro economico per moltissime aziende italiane che sentire parlare di una che va bene fa davvero specie. Ma non solo, l’azienda in questione ha messo a segno un “colpo” davvero lodevole. Si tratta del gruppo Erg che a fine 2015 ha concluso l’acquisizione della E.On, o meglio, degli impianti idroelettrici che erano di proprietà dell’azienda in Umbria e che consentono di avere energia pulita.
L’argomento è di grande rilievo, in primis perché da qualche anno, ormai, si sta cercando di focalizzare le risorse del territorio sulla produzione di energia pulita, tra cui si ricordano quella eolica, idroelettrica, solare, a biomasse, ragione anche per il quale vengono erogati mutui per il fotovoltaico o per la realizzazione di impianti a basso impatto sull’ambiente, con spread (che cos’è lo spread?) agevolati nella maggioranza dei casi.
Insomma, i motivi per optare per le energie rinnovabili non mancano, e ora che l’idroelettrico umbro è passato nelle mani di un’azienda italiana sembra esserci ancora un ulteriore incentivo.
In realtà la contrattazione era cominciata nel mese di agosto, mancavano gli ultimi dettagli per siglare definitivamente l’accordo. Il 30 è arrivato anche l’ok da parte dell’antitrust, e quindi l’acquisizione è andata in porto. Si tratta di un fatto di importanza nazionale poiché l’acquisizione è piuttosto consistente: si parla infatti di un impianto da 527 Mw e che può quindi generare 1,4 Twh di energia all’anno. Continuando con i numeri si rilevano 3 serbatoi, 16 centrali, 7 dighe, 38 unità di generazione, una stazione di pompaggio e 155 chilometri di tunnel e canali. Si tratta quindi di un sistema d’impianti che sconfina nel vicino Lazio e nelle Marche, oltre ad estendersi nell’Umbria, per cui appare subito chiara la portata dell’avvenimento.
Ovviamente proporzionato alla grandezza del sistema d’impianti è la cifra sborsata dalla Erg che, dovrebbe aggirarsi attorno a una cifra di 950 milioni di euro.
Ma se questa è una bella notizia per tutto il Paese, lo è ancora di più l’annuncio sulla sorte degli oltre 100 dipendenti umbri. Il polo del centro Italia, infatti, conta sui 100 posti di lavoro, posti che, a quanto è stato garantito, non corrono alcun pericolo e non vengono messi in alcun modo in discussione.








