Nel quadro delineato dalle note annuali della Banca d’Italia sull’Economia nelle diverse regioni, l’aeroporto dell’Umbria occupa una posizione particolare.
La Banca centrale benedice infatti il “Sant’Egidio”, rilevando che in Umbria, “è più che raddoppiato” il numero di passeggeri dell’aeroporto di Perugia, a quota 98 mila.
Un incremento “interamente derivato dall’istituzione di nuovi collegamenti internazionali da parte di compagnie low cost”, mentre “sulle tratte nazionali il movimento è rimasto sostanzialmente stabile”.
Nelle vicine Marche, invece, sono aumentati del 3,7% i passeggeri dell’aeroporto di Falconara Marittima a quota 500 mila.
Nel sistema aeroportuale laziale, dominato dall’hub di Roma Fiumicino, il principale scalo italiano, il numero dei passeggeri del 2007 ha sfiorato quota 38 milioni, in aumento del 9,3%.
A questo mercato, caratterizzato dalla forte incidenza del low cost, punta anche l’aeroporto umbro, che aspira ad assorbire una quota di quello che dovrà lasciare Ciampino, ma che dovrà fronteggiare la concorrenza di Viterbo.
In generale la strategia delle low cost, che puntano su nuove rotte e scali alternativi, traina la crescita dei piccoli aeroporti italiani.
Il traffico passeggeri è ancora in crescita, nel 2007, in quasi tutti gli scali, con una media nazionale del +10,1%.









