La frazione di Ospedaletto di San Venanzo ha ospitato nella chiesa di San Lorenzo Martire un incontro-dibattito su “Arte Sacra tra Oriente e Occidente” avente come spunto il ciclo pittorico realizzato, a partire dall’agosto 2004, da Mihail Ivanov (a cui TamTam ha dedicato altri articoli soprannominandolo il “Giotto d’Oriente”).
Don Ruggero Jorio ha iniziato il dibattito presentando gli ospiti alla folta platea intervenuta: il Vescovo di Orvieto e Todi Giovanni Scanavino, la Dott.ssa Margherita Romano della Soprintendenza ai Beni Culturali e Artistici di Perugia, Francesca Valentini, sindaco di San Venanzo, Don Francesco Valentini, delegato per i Beni Culturali della Diocesi e Luigi Fioriti, diacono della Chiesa Cattolica di rito orientale di Roma.
Il Vescovo Scanavino ha sottolineato l’importanza dell’opera che si sta portando avanti. Si è soffermato su alcune raffigurazioni come le Nozze di Cana sottolineandone lo stile Sacro e quanto sia oggi importante incontrare in Chiese moderne lo sforzo di “narrare il Vangelo”.
Ha inoltre augurato a Mihail Ivanov di perseguire il desiderio che il pittore rumeno ha di avviare una scuola di affresco e di introduzione di Arte Sacra.
Don Francesco Valentini ha incentrato il suo intervento sulla qualità dei dipinti e su quanto oggi sia necessario individuare artisti ed esperti di Arte Sacra per dare senso alle raffigurazioni adatte alle Chiese. Il sindaco di San Venanzo ha apprezzato la preziosità del lavoro di Mihail Ivanov e in maniera particolare la valorizzazione del territorio del comune di San Venanzo.
Per tale ragione ha creduto di sottolineare quanto si sia modificata la frazione di Ospedaletto a partire dagli anni ’60, soprattutto grazie all’opera e all’impegno di don Pio Basili parroco dal 1947 al 1997.
La dott.ssa Romano ha formulato i suoi auguri e le sue congratulazioni alla comunità intera di Ospedaletto per l’opera che si sta compiendo.
Dal punto di vista artistico ha collegato in primo luogo la pittura di Mihail Ivanov all’antica tradizione orientale di cui l’arte Italiana e in genere quella occidentale ha, nel XIII e XIV subito l’influenza. Poi ha immediatamente dato indizi di lettura dello stile neo bizantino di Mihail Ivanov molto utili per osservare e valutare i significati profondi delle scene raffigurate.
In particolare la preziosa suddivisione degli spazi pittorici in sequenza e secondo la logica dei registri pittorici di antica origine, che qui, nella chiesa di Ospedaletto assumono una valenza particolare dovuta anche a una integrazione tra lo stile puramente di tradizione orientale e le esigenze pastorali e liturgiche di tradizione occidentali.
Un particolare apprezzamento finale e stato fatto sulla cromia e sulle parti cosiddette secondarie, come i fascioni decorativi e le cornici laterali che racchiudono medaglioni contenenti le Chiese della zona pastorale di San Venanzo.
Molto interesse ha suscitato l’intervento di don Luigi Fioriti, il quale ha concluso l’incontro di particolari biblici e di significati teologici, sottolineando come l’immagine sacra può e deve considerarsi a tutto titolo vera e propria liturgia.
Il pittore Mihail Ivanov, di nazionalità rumena e di origini russe, ha illustrato la sua tecnica ad affresco di antichissima tradizione. Ha anche narrato come è giunto alla individuazione delle immagini, attraverso un profondo contatto con le sacre scritture e quindi alla condivisione di scelte per la raffigurazione con i committenti.
Ha sottolineato più volte la volontà di definirsi un pittore di arte sacra a servizio dei fratelli cristiani e ha anche espresso la sua gioia di poter, attraverso quest’opera, di realizzare un intero ciclo pittorico all’interno di un unico edificio.









