L’ex assessore regionale Luca Barberini ha tenuto in mattinta una conferenza stampa nella quale ha illustrato i motivi delle sue dimissioni e spiegato che non intende tornare sui suoi passi. Al limite i “passi” li devono fare gli altri, ovvero la Marini. “Noi abbiamo la necessità di recuperare l’azione politica – ha scandito Barberini – che sia basata sul rispetto dei valori delle idee delle singole persone, che hanno dato un contributo importante alla vittoria di questa coalizione, alla realizzazione di un progetto e non possono essere cacciati fuori”.
La rottura, come si sa, è avvenuta sulla scelta dei direttori generali, la cui nomina è avvenuta proprio in assenza di Barberini, il quale ha visto in particolare la nomina di Valter Orlandi, visto come un atto di messa sotto tutela dell’assessore alla sanità, la delega più importante della Regione.
“Credo che possa considerarsi una crisi politica – ha sottolineato Barberini. C’è da costruire un nuovo patto fondativo per realizzare un progetto che vada a dare risposte ai tanti bisogni dei cittadini e alla richiesta di rinnovamento e trasparenza”.
Negli stessi minuti, a palazzo Donini, la presidente Marini ha firmato il decreto con cui vengono spacchettate le deleghe di Barberini: la Sanità va a Bartolini, il Welfare a Paparelli, i Rapporti con il consiglio regionale alla Cecchini.









