Lo scontro nel PD, tra la componente radicale e quella degli amministratori locali umbri, si accende dopo che aveva covato sotto le ceneri per circa due mesi, a seguito della presentazione a livello nazionale di una interpellanza che suonava una sconfessione del sindaco di Terni.
I deputati radicali eletti nelle liste del Pd Elisabetta Zamparutti, Rita Bernardini, Marco Beltrandi, Maria Antonietta Farina Coscioni, Matteo Mecacci e Maurizio Turco replicano alle dichiarazioni di ieri del sindaco di Terni, Paolo Raffaelli, e del capogruppo Pd in consiglio regionale, Gianluca Rossi.
I deputati affermano di essere dispiaciuti che il sindaco di Terni “ci abbia accusato di essere ‘colpevolisti e ‘giustizialistì. È vero proprio il contrario. Nell’interrogazione da noi presentata sono, infatti, elencati semplicemente fatti, quali sono stati riportati accuratamente da tutti gli organi d’informazioni e senza alcun giudizio di merito, da cui si evince la gravità della situazione locale, situazione, tra l’altro, che ci permettiamo di sottolineare conosciamo benissimo pur essendo, come è stato affermato, ‘estranei elettoralmente all’Umbria”.
Riferendosi invece alle dichiarazioni di Rossi, i parlamentari radicali rivendicano “il diritto-dovere ad essere sempre, in ogni caso e nell’interesse di tutti, ‘inopportuni’, cioè non asserviti a logiche affaristiche, a tatticismi e, tanto meno, a dettati di chiese o burocrazie di partito”.
- Redazione
- 23 Agosto 2008









