Immediata e piccata replica di coloro che sostengono l'interpellanza in Parlamento sui problemi ambientali del capoluogo ternano alle esternazioni degli amministratori umbri appartenenti al partito

Lo scontro nel PD, tra la componente radicale e quella degli amministratori locali umbri, si accende dopo che aveva covato sotto le ceneri per circa due mesi, a seguito della presentazione a livello nazionale di una interpellanza che suonava una sconfessione del sindaco di Terni.
I deputati radicali eletti nelle liste del Pd Elisabetta Zamparutti, Rita Bernardini, Marco Beltrandi, Maria Antonietta Farina Coscioni, Matteo Mecacci e Maurizio Turco replicano alle dichiarazioni di ieri del sindaco di Terni, Paolo Raffaelli, e del capogruppo Pd in consiglio regionale, Gianluca Rossi.
I deputati affermano di essere dispiaciuti che il sindaco di Terni “ci abbia accusato  di essere ‘colpevolisti e ‘giustizialistì. È vero proprio il contrario. Nell’interrogazione da noi presentata sono, infatti, elencati semplicemente fatti, quali sono stati riportati accuratamente da tutti gli organi d’informazioni e senza alcun giudizio di merito, da cui si evince la gravità della situazione locale, situazione, tra l’altro, che ci permettiamo di sottolineare conosciamo benissimo pur essendo, come è stato affermato, ‘estranei elettoralmente all’Umbria”.
Riferendosi invece alle dichiarazioni di Rossi, i parlamentari radicali rivendicano “il diritto-dovere ad essere sempre, in ogni caso e nell’interesse di tutti, ‘inopportuni’, cioè non asserviti a logiche affaristiche, a tatticismi e, tanto meno, a dettati di chiese o burocrazie di partito”.

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