L'intervento che non è stato ritenuto possibile a Pian di San Martino, al posto del famigerato argine di Ponterio, verrà realizzato sullo stesso fiume in località Casa San Francesco: l'arrabbiatura degli abitanti
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“La notizia uscita questi giorni relativa al progetto che la Provincia di Perugia ha studiato, approvato e finanziato con ben 240 mila euro per mettere in sicurezza la località Casa San Francesco del Comune di Marsciano ha fatto veramente infuriare gli abitanti di Pian di San Martino di Todi.
Il progetto prevede la costruzione di casse di espansione per regolare le piene del fiume Tevere mediante l’abbassamento di circa 50 centimetri del terreno adiacente alle sponde in modo da creare una zona di esondazione delle acque del fiume in caso di piene eccessive rallentare la corrente e mettere così in sicurezza le zone abitate.

Ci siamo arrabbiati molto perché questo progetto è esattamente quello che alcuni cittadini tuderti, pur non sapendo nè leggere nè scrivere, ma dopo essersi diligentemente informati, avevano proposto di studiare ai tecnici ed amministratori presenti all’incontro del 2 agosto 2007 (tenutosi presso gli uffici comunali dell’urbanistica) in sostituzione di quello che prevedeva il famigerato argine di Ponte Rio di Todi, condicio sine qua non per realizzare il contratto di quartiere.
Ci è stato risposto che questo era un progetto mastodontico difficile da realizzarsi rispetto a quello mirato dell’argine (vedi articoli stampa locale del 3 agosto 2007). Mirato a cosa?

Gli abitanti di Pian di San Martino ritenevano e ritengono, quello dell’argine, un progetto nato male che andava evitato sia perché impattante sull’ambiente, sia perché peggiora la situazione di esondabilità di Pian di San Martino in quanto agisce esattamente al contrario delle casse di espansione in quanto riduce la superficie di esondazione ed aumenta la velocità delle acque e perciò ritenevano necessario lo studio di un progetto adeguato.
I cittadini di Pian di San Martino già avevano fatto opposizione a suo tempo all’onorevole Marini, come risulta dai carteggi, ed avevano chiesto varie volte a voce e a mezzo stampa un confronto su tale opera. Ma nessuno si è mai degnato di confrontarsi con noi e si sono limitati a scrivere nella delibera di approvazione dell’opera che l’opposizione dei ricorrenti non poteva essere accolta perché peggiorava significativamente il disagio.

Siamo tornati a discutere del problema con la nuova Amministrazione che ci ha ascoltato, abbiamo avuto vari incontri con i tecnici, fatto diversi sopraluoghi, ma poi non ha voluto cambiare una virgola del progetto ed ha dato il via imperterrita ad un’opera inutile e dannosa. Non basta ascoltare, bisogna agire.
Un cittadino allora si domanda: ma perché tanta fretta? Non era meglio attendere un po’ e progettare un’opera più adeguata prima di Marsciano?
E con la stessa spesa dell’argine (600 mila euro), ma forse con le soluzioni proposte si poteva senz’altro spendere molto meno e mettere contemporaneamente in sicurezza due località: Ponte Rio e Pian di San Martino? Scusate se è poco di questi tempi! Non si parla di risparmi?
Nessuna polemica ma solo amaro sfogo di liberi cittadini che vedono spendere male il denaro pubblico.
A noi non ci rimane che fare i complimenti a Marsciano e sperare che per il futuro si rifletta di più e si ascoltino i cittadini per trovare soluzioni ai problemi che giovino a tutti e non solo a pochi”.

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