Il capogruppo in Consiglio regionale di Rifondazione si appella all'assessore alla sanità Rosi sulla vicenda della chiusura del reparto pediatrico che si occupa di disturbi alimentari

Sale il livello dello scontro tra il capogruppo regionale di Rifondazione comunista Stefano Vinti ed il direttore generale della Usl 2 Giuseppe Legato, in merito al ridimensionamento della struttura del reparto pediatrico ospedaliero di supporto al D.C.A., il centro per i disturbi alimentari di Palazzo Francisci di Todi, già oggetto nei giorni scorsi di un intervento del consigliere comunale Andrea Caprini. 
Per Vinti, sono inaccettabili le dichiarazioni del direttore sanitario Giuseppe Legato ed annuncia che chiederà un incontro urgente con l’assessore regionale alla sanità Maurizio Rosi “per avere un chiarimento immediato su una vicenda che di chiaro e trasparente ha ben poco ed è ancora più grave in considerazione della ormai imminente discussione del Piano sanitario regionale”.

In verità la decisione di Legato pare poco comprensibile, dopo che lo stesso ha ammesso che il reparto pediatrico ha fino ad ora lavorato in stretta sinergia con il D.C.A.
Una sinergia che, al di là della valenza tecnica (la pediatria ha funzionato da incubatrice del D.C.A.), ha sempre assunto un alto valore psicologico per le famiglie dei soggetti in trattamento al “Francisci” e la cui rottura potrebbe avere un effetto traumatico, non calcolato dai “tecnici”.
Inoltre, la decisione appare in contraddizione, oltre che inopportuna, con l’impegno di tenere le “bocce ferme” fino all’implementazione del nuovo Ospedale Comprensoriale di Pantalla, assunto formalmente dal direttore generale della struttura sanitaria in un recente Consiglio Comunale a Todi.

C’è anche chi sottolinea la strana coincidenza della decisione con la diffusione dei dati che hanno visto il tasso di occupazione della struttura ospedaliera tuderte molto più elevato di quella marscianese ed ipotizza un “favore” fatto in vista delle prossime elezioni municipali in quel di Marsciano.
Rifondazione comunista parla di provvedimenti sbrigativi “su una vicenda che avrebbe dovuto essere affrontata invece nelle sedi istituzionali adeguate, con la partecipazione dei soggetti interessati ed all’interno della pianificazione sanitaria regionale”.

Il PRC ricorda anche al direttore generale che Rifondazione comunista di Todi ha sottoscritto, insieme a tutte le forze del centrosinistra, un programma elettorale in cui nero su bianco si afferma la volontà di mantenere tutti i livelli delle prestazioni sanitarie nel nosocomio tuderte fino all’apertura della nuova struttura di Pantalla.
Una struttura, peraltro, che in modo forse improvvido qualche ex esponente politico tuderte oggettivamente rischia di depotenziare con considerazioni tardive sul “latte versato” relative alla collocazione nel territorio comunque di Todi.

Sulla vicenda, come rileva anche Vinti, non ci sono commenti da parte né dell’Amministrazione comunale di Todi né dalla maggioranza che la sostiene, forse perché nella questione non sono coinvolti operatori che fanno riferimento a quell’area, a testimonianza di una mancanza di “gioco di squadra”, che però sulla vicenda pare estendersi anche ad aree silenti della minoranza, che mai a Marsciano è stata di casa e che forse attende (la coesione ovviamente), per manifestarsi, la discussione in Consiglio Comunale dell’ordine del giorno presentato dal consigliere del Prc Caprini.

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