Non ci sono giustificazioni per il grave atto apparso in questi giorni sui social network.
Il manifesto dell’iniziativa organizzata dall’ANPI per il 25 Aprile dato alle fiamme.
Un gesto stupido, offensivo e vigliacco diffuso dal responsabile del Blocco studentesco di Todi, lo stesso che, nel silenzio degli organi preposti pur essendo stato segnalato più volte, gira imbrattando i muri della nostra città con manifesti abusivi.
Un atto grave che dimostra il mancato rispetto verso una ricorrenza nazionale,la mancata conoscenza di quello che la Liberazione è stata per il nostro paese, il rifiuto dei principi di libertà e di pace, di democrazia e unità nazionale.
Crediamo che questa espressione di violenza, esibitanella stessa forma tempo fa su un nostro volantino diffuso nelle scuole, debba essere rifiutata da tutte le forze politiche attraverso una convinta presa di posizione.
Invitiamo inoltreil neo movimento civico Todi e le forze di centro-destra tuttea prendere le distanze sia dall’atto vile di cui sopra sia dal consigliere di minoranza Pizzichini, appartenente, da quel che risulta, al gruppo consiliare di Forza Italia, promotore di un presidio alternativo nello stesso giorno del 71° anniversario della Liberazione dal nazifascismo, che ricordiamo essere festa nazionale e non di una sola parte politica.
Esprimendo la nostra convinta vicinanza all’ANPI e piena solidarietà, comune a chi crede e promuove da sempre i valori della Resistenza, invitiamo i cittadini tutti a partecipare alla giornata del 25 Aprile ricordando le parole del Presidente Mattarella espresse per la giornata stessa: “..La ricorrenza del 25 aprile è, anche nel calendario, un’indicazione di come la Resistenza sia propedeutica alla Repubblica, di come la Repubblica nasca dalla Resistenza. Il ricordo del 25 aprile e i suoi valori attuali ci inducono a riflettere su quanto dobbiamo essere riconoscenti a tutti coloro che furono gli artefici di quel passaggio sofferto, doloroso, pieno di sacrifici ma decisivo nella storia del nostro Paese, che ci ha fatto risorgere dalla barbarie del nazifascismo e della guerra. Un impegno, un passaggio vissuto e realizzato da tante donne e tanti uomini di ogni età, civili e militari, in Italia e all’estero.
Il rifiuto convinto e incondizionato di ogni sopraffazione, di ogni totalitarismo, giustificati da qualsivoglia credo politico e religioso, la lunga lotta, talvolta anche personale, per affermare coraggiosamente i principi di libertà, di riguardo alla dignità umana, di pace e di giustizia nel rispetto dei propri ideali e dei giuramenti prestati, rappresentano valori nobili tramandati dal moto spontaneo delle coscienze che ha reso non soltanto importante, risolutiva ma eroica la guerra di liberazione dal nazifascismo. ..“

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