La denuncia è della Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale

Se tutti i pazienti assumessero i loro farmaci secondo le prescrizioni, potrebbe essere evitato fino al 23% dei ricoveri ospedalieri, molte visite mediche, numerose indagini di laboratorio e un gran numero di trattamenti non necessari.
L’errore nell’uso di un medicinale è un evento sempre più frequente: modalità di impiego sbagliate, dosaggi non corretti, scambi di confezioni sono errori, compiuti dalla metà dei pazienti dei medici italiani, che possono comportare rischi di intossicazione pericolosi per la salute.
L’allarme è della Federazione dei medici di famiglia (Fimmg). Secondo i medici, si tratta di “un fenomeno misconosciuto”, che colpisce prevalentemente l’età pediatrica.

Gli errori nel dosaggio si registrano soprattutto per antiinfiammatori, analgesici e antipiretici (18%), ma anche per i farmaci del sistema nervoso centrale (13,6%) e antimicrobici (13,2%).
Secondo i medici “è necessario individuare le modalità di errore in modo da mettere a punto interventi mirati, a cominciare da una maggiore informazione del paziente da parte del medico o del farmacista e da una più chiara e corretta distinzione delle confezioni medicinali”.
Sembra che la causa primaria sia la distrazione, ma nel 14.4% l’errore è indotto da confezioni o nomi commerciali simili di farmaci diversi.

Nel 20% dei casi la causa è legata ad istruzioni inadeguate. La soluzione, in tal caso, potrebbe essere il ‘foglio di terapia’ da allegare al foglietto illustrativo.
Nel 9.6% dei casi, l’errore è dovuto all’incomprensione delle istruzioni o dalla difficile interpretazione della ricetta da parte del paziente o chi per lui. La soluzione, a tal riguardo, prevede che al momento dell’acquisto del farmaco il paziente possa conservare una copia della ricetta originale.
C’e’ anche l’errore di dosaggio, quando si confondono ml con mg o quando uno stesso farmaco e’ presente, sul mercato, in dosaggi diversi. “Una proposta – scrive la Fimmg – sarebbe quella di colorare i blister in modo diverso”.
E tale ultimo riferimento fa tornare alla mente il colore dei contenitori dei clisteri killer divenuti tristemente famosi all’ospedale di Todi qualche tempo fa.

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