Gli elementi chimici usati per diminuire l'infiammabilità di molti oggetti si disperdono nell'ambiente e vengono assorbiti dai più piccoli in misura tripla rispetto agli adulti

Nelle case moderne si cerca, giustamente, di aumentare notevolmente la sicurezza anti-incendio di moquette, cuscini, televisori e computer.
Ma il modo di fare questa opera meritoria è “alla leggera” con largo impiego di prodotti chimici e non considerando che nelle abitazioni può esserci anche chi ha comportamenti non standard.
In conseguenza di ciò i bambini sarebbero a rischio di contaminazione chimica, secondo l’allarme lanciato da un’associazione ambientalista Usa.
I Pbde o difenileteri polibromurati, sostanze chimiche usate da tempo nei prodotti di consumo perchè ritardanti del fuoco, si stanno accumulando sempre più nell’organismo dei più piccoli, dice l’Environmental Working Group.
In un piccolo studio pilota condotto su 20 famiglie, l’associazione ambientalista no-profit ha analizzato campioni di sangue delle mamme e dei loro bambini (dai 18 mesi ai 4 anni di età) e ha scoperto che i livelli di Pbde nei figli era almeno tre volte più alto che nelle madri.

Il motivo per cui piccoli sono più esposti a queste sostanze chimiche potrebbe essere perchè giocano con oggetti (in particolare, mobili, soprammobili e device elettronici) che le contengono e portano spesso le mani alla bocca. Inoltre i più piccoli si trascinano spesso sul pavimento dove le sostanze, per un degrado naturale degli oggetti, si depositano.
I Pbde sono dannosi perchè interferiscono con l’attività degli ormoni. L’Environmental Working Group ricorda che studi condotti sui topi hanno mostrato che una singola dose di Pbde data ai topi in un solo giorno, quando gli animali erano ancora piccoli e in fase di crescita, è stata sufficiente a causare modifiche permanenti del comportamento, per esempio iperattività.

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