In Alaska si deve arretrare dalla costa del mare di Bering un intero villaggio di 650 persone col costo di 180 milioni di dollari, a causa della minor glaciazione del mare
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Quanto costi il riscaldamento terrestre lo hanno capito a Shishmaref, un piccolo villaggio di circa 650 abitanti in Alaska, appena a nord dello stretto di Bering, ed ora devono decidere se hanno i soldi necessari per far fronte ad un grave problema o si affideranno alla clemenza del buon Dio per avere un tetto dove vivere.
E questo perché il mare rimane ghiacciato per molto meno tempo rispetto al passato. Il mare così ha preso ad erodere la costa raggiungendo il km e già alcune case.

Il costo non è da poco, si stima siano necessari 180 milioni di dollari per spostare l’intero villaggio in un luogo più sicuro e per i pescatori e cacciatori di foche eschimesi non è una cifra da poco.

Intanto la Natura, insensibile – in modo reciproco – ai problemi degli uomini, continua a macinare record.
Il luglio appena trascorso – certifica l’agenzia spaziale statunitense – è stato il mese più caldo sulla faccia della Terra dal 1880; a luglio la superficie terrestre ha fatto segnare 0,84 gradi centigradi in più rispetto alla media, strappando il record al luglio 2011; per il decimo mese consecutivo viene stabilito un record mensile di temperatura: non ci sono mai stati un gennaio, febbraio, marzo, aprile, maggio, giugno e luglio così roventi come quelli del 2016.

Per adesso in Italia il problema non è sentito ed i dati danno qualche speranza, quello appena trascorso, infatti, è stato solo il quattordicesimo luglio più caldo dal 1800 ad oggi, con 1,37 gradi in più della media calcolati dall’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Cnr.

Tuttavia, sottolinea la Coldiretti, “a preoccupare è però anche il repentino capovolgersi del tempo, con i cambiamenti climatici in atto che nel nostro Paese si manifestano con ripetuti sfasamenti stagionali ed eventi estremi, anche con il rapido passaggio dalla siccità all’alluvione, precipitazioni brevi e violente accompagnate da grandine. Pesanti – evidenzia – sono gli effetti sull’agricoltura italiana, che negli ultimi dieci anni ha subito danni per 14 miliardi di euro a causa delle bizzarrie del tempo”.

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