Per il Partito Socialista di Todi, dopo il sostegno organico dato da Floriano Pizzicchini all’Amministrazione Ruggiano, il presidente del Consiglio comunale era ormai da mesi “l’innominato”, con il suo nome cancellato dai documenti politici un istante dopo le sue dimissioni dal partito, arrivate in concomitanza con il suo voto favorevole al bilancio di previsione.
L’indifferenza verso l’ex compagno lascia oggi il posto ad un attacco duro e diretto da parte dei Socialisti tuderti, teso a fare chiarezza nella “confusione di ruoli e rappresentanze che continua a pervadere la vita politica ed istituzionale della città“, con riferimento al fatto che Floriano Pizzichini “pretende di continuare a tenere il classico piede su due staffe”.
Premesso che la “cosa non è che abbia poi chissà quale importanza per i cittadini di Todi”, il Partito Socialista evidenzia che “dato che politica è rappresentanza è doveroso pretendere di sapere chi e che cosa uno rappresenti”.
“Visto che il presidente del Consiglio comunale – continua il comunicato – non ritiene di fare chiarezza circa la sua collocazione politica, non pretendendo noi di sapere cosa intenda rappresentare, ci permettiamo di dire con chiarezza cosa sicuramente non rappresenta”.
“Pizzichini – è detto a chiare note – non rappresenta i socialisti né di Todi, né di Perugia, né dell’Umbria, né d’Italia visto che non solo sostiene, per sua singola decisione, la Giunta di centrodestra di Todi, ma non è neanche iscritto al Partito Socialista. E’ stato “solo” eletto in rappresentanza dei socialisti di Todi in una lista formata e sostenuta anche da socialisti, ha preso voti di socialisti, ha proclamato prima e durante la campagna elettorale che i socialisti possono stare da una parte sola ‘a sinistra, a sinistra, a sinistra’ (il riferimento è alle parole pronunciate dallo stesso al comizio in Piazza Garibaldi alla presenza di Veltroni)”.
“Evidentemente attratto da altre analisi e prospettive – prosegue il documento del Partito Socialista – ha poi inteso passare “armi e bagagli” con il centrodestra; o meglio, lui dice di no, ma resta il fatto che continua a votare sempre tutto quello proposto dal centrodestra, non solo, sembra esserne diventato il cane da guardia! Ci sembra anzi che il centrodestra più che dargli spazio lo esibisca come un trofeo!
Si potrebbe obbiettare che è lecito cambiare idea, che solo gli stupidi non la cambiano, ma in politica – è scritto – un conto è cambiare altro è tradire!”.
Dopo essersi tolti i sassolini dalle scarpe, il comunicato arriva al motivo che ha spinto il partito a mettere da parte la paziente “signorilità” finora adottata e ad aprire il fuoco sul presidente del Consiglio.
“Quello che i cittadini non sanno – si legge nel comunicato – è che Pizzichini mentre bellamente fa “vita a destra” continua a restare nel Gruppo consiliare dei Socialisti e Repubblicani, gruppo che non ha cambiato idea, non sostiene il centrodestra, non fa vita di destra.
E’ chiedere troppo pretendere che Pizzichini si iscriva ad un gruppo consiliare consono alle sue aspettative ed azioni? Oppure rendendosi “indispensabile” per questa maggioranza la vota, ma un vago senso di vergogna gli fa pensare di mettersi l’anima in pace ed imbrogliare politicamente la gente dicendo di essere ancora socialista?“.
La presa di posizione, successiva alla richiesta rivolta al consigliere Alvi di costituire in Consiglio un Gruppo Sdi-Mre, si conclude in modo perentorio. “Pizzichini, fai quello che ti pare, non ci interessa, ma pretendiamo assoluta chiarezza circa la tua collocazione consiliare! A dire il vero – conclude il documento – ti avevamo già rivolto un invito: dimettiti e restituisci ai socialisti la loro rappresentanza. Così facendo, dimostrando cioè carattere, assunzione di responsabilità, schiena dritta, può darsi che al di là della facciata e della convenienza potresti risultare apprezzato almeno dal centrodestra“.








