L’anno scolastico che sta per iniziare si apre a Todi con la riconferma del Preside Marcello Rinaldi alla guida dell’Istituto Ciuffelli-Einaudi, il polo di istruzione tecnico-professionale con 3 sedi, 6 indirizzi di studio e circa 1.000 persone tra studenti, docenti e personale Ata. Una realtà rilevante ed in continuo movimento, con programmi di sviluppo importanti per il prossimo futuro.
Incarico appena rinnovato: quali nuovi obiettivi per il prossimo futuro? “Indicherei tre sfide. Migliorare ancora l’integrazione tra indirizzi, sedi e processi di apprendimento. Essere, anche grazie alla cablatura e ai finanziamenti PON, una ‘Scuola 2.0’, con un salto di qualità dal punto di vista della didattica digitale, con un’educazione all’uso integrato di libri, tablet, ambienti cooperativi, banche dati. Terza sfida la ristrutturazione del complesso immobiliare dell’azienda agraria, alle spalle della scuola, facendola diventare un’area dedicata ai laboratori delle trasformazioni agrarie, integrando didattica e sperimentazione anche con l’apporto di aziende private, a servizio non solo degli studenti ma anche del territorio con funzioni di promozione di start up nel settore agroalimentare”.
Quale valutazione dà degli indirizzi adesso presenti? “Non credo che gli attuali indirizzi rispondano del tutto al fabbisogno locale. L’indirizzo del commerciale (Amministrazione-Finanza-Marketing), visti gli sviluppi dei processi amministrativi assicurati dalle nuove tecnologie, dovrà essere curvato o arricchito con lo studio specifico dell’informatica: se accolto nel piano dell’Offerta Formativa regionale, ciò andrà in vigore dal prossimo anno. Rimane la criticità dell’indirizzo dei geometri, per il quale si attende il rilancio dell’intero comparto. Per il settore agroalimentare, invece, con l’attività della nuova cantina sperimentale e l’introduzione del sesto anno di enotecnico, il Ciuffelli è punto di riferimento formativo per l’intera regione”.
L’alternanza scuola-lavoro rimarrà un punto caratterizzante l’offerta formativa? “Sì, anche alla luce dei dati del monitoraggio che il Ministero dell’Istruzione ha effettuato per gli anni 2012-14 sugli studenti che hanno iniziato un rapporto di lavoro dopo il diploma. I risultati per il Ciuffelli-Einaudi sono sorprendenti: la percentuale degli studenti che si sono impiegati per l’Italia è del 38%, per l’Umbria del 40%, per il Ciuffelli-Einaudi è del 51% (13 punti in più della media nazionale)”.
Poi c’è l’ITS, l’Istituto Tecnico Superiore... “L’essere scuola capofila nella Fondazione ITS Umbria, nell’ambito della specializzazione agroalimentare, è stato un grande traguardo. Nel giugno scorso sono stati consegnati i primi 20 diplomi: l’85% dei neodiplomati ha avuto nello stesso giorno un vero contratto di lavoro. Un secondo aspetto riguarda l’eccellente risultato degli studenti in quest’ultimo anno scolastico: un solo respinto tra tutti gli indirizzi agli esami di maturità e la diminuzione, nei risultati del primo biennio, della dispersione scolastica di ben 20 punti percentuali (dal 35% al 15%), finalmente migliore della media italiana”.
Quali altre novità hanno interessato il Ciuffelli-Einaudi in questi anni? “Citerei l’introduzione del nuovo indirizzo turistico all’Einaudi e dell’articolazione in enologia, con attivazione del sesto anno di specializzazione, all’Agrario. Cè stata poi l’apertura del convitto femminile, che quest’anno ospiterà una cinquantina di ragazze. Dal 2015 siamo dovuti ricorrere all’utilizzo del Crispolti perché le capacità recettive del Ciuffelli erano esaurite. E poi l’attivazione di tanti nuovi laboratori didattici: precision farming, planetario, linguistico, meccanica, cantina sperimentale, CAD. Sottolinerei anche il ruolo trainante dell’azienda agraria, sempre più multifunzionale con le attività di Fattoria didattica e Fattoria sociale”.
Com’è la convivenza tra le varie sedi? “La situazione delle tre sedi separate ha reso più complicato il processo di fusione avviato prima del mio arrivo. Detto questo, però, i risultati sono sotto gli occhi di tutti: il miglioramento nell’ambito del primo biennio dei processi di riorientamento interno tra i vari indirizzi, la migliore utilizzazione delle risorse economiche finalizzate alla didattica, le esperienze di stage all’estero e molto altro è stato possibile grazie alla sinergia tra gli operatori dei tre diversi plessi”.










