Il capogruppo del Partito democratico stoppa l'ipotesi di una ricandidatura automatica del Sindaco uscente Carlo Rossini
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Ha messo a rumore tutto l’ambiente politico tuderte l’uscita del capogruppo del Partito Democratico Andrea Vannini, il quale è tornato ad invocare a gran voce le primarie aperte.
Un invito rivolto a tutti gli schieramenti in campo, ma sopratutto, ovviamente, al proprio, quello di centrosinistra, bocciando di fatto la ricandidatura automatica del Sindaco uscente Carlo Rossini.
L’intervento di Andrea Vannini, tanto più se si considera che arriva all’indomani di una riunione del coordinamento-segreteria del PD, dà lo start alla campagna elettorale per il rinnovo dell’Amministrazione comunale di Todi, con l’appuntamento per le urne previsto nella primavera del 2017.

“Nel 2017 – scrive Vannini – ci sarà il Congresso del PD, l’appuntamento dove definire indirizzi politici e organizzativi di quello che è almeno fino ad ora, l’unico contenitore riformista italiano e l’architrave della coalizione di centrosinistra.  Sarà l’occasione per rimodellare lo Statuto, le prospettive politiche ed i conseguenti assetti interni. Infatti forse per la crisi del decimo anno, forse per non avere un progetto di riferimento europeo certo (nel PSE figurano Partiti con forme del tutto diverse di rappresentatività interna ed esterna, basti pensare alle differenze tra labour inglese e socialdemocrazia tedesca) siamo ancora in un contesto troppo dinamico: insomma è ora di mutarlo in un contenitore compiuto, tenendo certo conto di ciò che è avvenuto nel frattempo sul piano politico”.

“Per iniziare – continua Vannini – mi sta molto a cuore la definizione del rapporto di ascolto e partecipazione alle scelte con e della società civile. Queste debbono realizzarsi in procedure standard da perseguire sempre, anche con aggiornamenti web, non solo quando si programma ma anche per le verifiche dei progetti amministrativi individuati. Senza ovviamente trascendere in un perpetuo referendum (del resto altri ci hanno provato ed i risultati tanto avveniristici quanto inconcludenti stanno sotto gli occhi di tutti)”.

Netto il passaggio sulle primarie. “Così mi sembra opportuno che, quando si svolgano le Primarie (sulla opportunità di convocarle sempre mi sembra non ci possano essere fraintendimenti trattandosi di istituto statutario fondativo e rappresentativo al massimo grado della nostra specificità democratica) le si debbano convocare in forma “aperta”; inoltre debbano essere accompagnate da una scheda sui programmi, di verifica e/o di proposta di essi e realizzate non all’ultimo momento ma in tempi utili non solo a costruire una proposta programmatica forte e ben documentata ma anche a poterla rappresentare a tutti i cittadini”.

Vannini rileva poi un desiderio anzi un sogno: “che nello stesso giorno delle primarie dei democratici, o giù di lì, anche a destra venissero celebrate. I Grillini non li ho sognati, forse perchè loro dovrebbero cambiare completamente metodo, poiché le primarie hanno senso se ci partecipano un numero significativo di cittadini. Al di là degli schieramenti tutto ciò sarebbe un segnale importante per la democrazia”.

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