Nel corso del controinterrogatorio, l'esperta della polizia scientifica ammette che le tracce genetiche dell'ivoriano trovate sul polsino della felpa della Kercher derivano da un contatto non violento

Il DNA Day del processo con il rito abbreviato a Rudy Guede e dell’udienza preliminare nei confronti di Amanda Knox e Raffaele Sollecito è cominciato stamani poco prima delle 10 con una dichiarazione dei legali della famiglia Kercher per i quali l’appuntamento odierno “è importante ma non decisivo”.
Di fronte ai tre imputati, ha deposto la dirigente della Sezione di genetica forense del servizio di Polizia scientifica, in particolare sulle tracce di Dna trovate su un frammento del reggiseno della vittima, attribuite a Raffaele Sollecito, e su un coltello indicato dall’accusa come l’arma del delitto, con il codice genetico di Amanda Knox sul manico e della vittima sulla lama.
Secondo la ricostruzione fornita dalla Scientifica ai Pm Giuliano Mignini e Manuela Comodi i tre imputati erano tutti presenti nella stanza dove venne uccisa Meredith Kercher e in quella occasione si erano sporcati di sangue lasciando diverse tracce.

Gli imputati siedono su due file diverse di banchi, nell’aula degli Affreschi dove si svolgono solitamente i principali dibattimenti perugini. Davanti Sollecito, giacca bianca e pantaloni grigi, dietro Amanda, che indossa un maglione verde sopra a dei jeans ed ha i capelli sciolti, quindi al suo fianco Rudy Guede che porta una maglia blu.
Rispondendo alle domande del giudice, della parte civile e dell’accusa, l’esperta della scientifica ha confermato la presenza nel dna di Amanda Knox e di Mez sul coltello, sequestrato in casa di Sollecito, indicato come l’arma del delitto. Materiale genetico di natura non ematica e riscontrato in basse quantità perché, ritengono gli investigatori, lama e manico sarebbero stati sottoposti a ripulitura dopo l’omicidio.
La biologa ha anche escluso la possibilità che sia stato contaminato il frammento di reggiseno della vittima sul quale è stato trovato il dna di Sollecito. Ha inoltre ribadito che la ricerca del materiale genetico è stata eseguita secondo modalità riconosciute come valide in ambito internazionale.
Quando sono intervenute le difese con le loro domande sembrerebbe che un punto a favore sia stato segnato da Guede. Secondo l’esperta dell’accusa il materiale genetico di Guede trovato su uno dei polsini della felpa indossata da Meredith Kercher quando è stata uccisa,è legato ad un contatto non violento, una presa non particolarmente forte da parte di Guede.
Secondo l’esperta, il cromosoma potrebbe essere stato lasciato da sudore.

Dopo i controinterrogatori delle difese, l’udienza si è chiusa verso le 18 ed ovviamente tutti cantano vittoria.
Ha parlato di certezza degli elementi scientifici agli atti dell’inchiesta sull’omicidio di Meredith Kercher e di “quadro accusatorio inattaccabile” il dirigente della polizia scientifica.
“Oggi si sono sgretolati alcuni degli elementi più significativi per l’accusa” ha detto invece l’avvocato di Raffaele Sollecito“. “I nostri consulenti hanno infatti portato le prove per mettere in discussione il quadro accusatorio”.
E’ emerso poi che fotografie dell’impronta palmare di Rudy Guede lasciata sul cuscino posto sotto al corpo di Meredith Kercher sono stati prodotti oggi dai pubblici ministeri Giuliano Mignini e Manuela Comodi.
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