A seguito all’uscita di un comunicato dei Tuderti 5 Stelle sulla presenza davanti all’ufficio turistico di Todi di un banchetto del PD, si è sollevato nei fine settimana un’accesa discussione su Facebook, con oltre un centinaio di commenti, batti e ribatti e perfino minacce di querele.
Il comunicato in questione denunciava l’utilizzo abusivo di uno spazio pubblico, l’area dei portici comunali antistante appunto l‘ufficio del turismo, da parte della sezione tuderte del Partito Democratico per svolgere propaganda elettorale relativamente al prossimo referendum costituzionale, spazio non concesso nei giorni precedenti al Movimento 5 Stelle.
Oggi arriva il chiarimento, diffuso dallo stesso Movimento 5 Stelle, dove si canta vittoria, visto che l’accesso agli atti conferma che quello spazio non poteva essere concesso (perchè occupato da un cantiere) e… non era stato concesso dal Comune, che quindi non ha fatto alcuna differenza di trattamento tra i due partiti politici. Gli attivisti del Pd dovevano stare dall’altra parte della scalinata del Comune.
Chiarita la diatriba (ma “le ingiurie restano” scrivono dal M5s), di seguito il comunicato dei Tuderti 5 Stelle.
“Nella discussione avvenuta sul famoso social network, alcuni PDdini hanno rivolto insulti al Movimento in generale e ad alcuni esponenti in particolare.
Ciro de Vivo ha scritto:
… questa è gente a cui piace fare la vittima per elemosinare simpatie. A me farebbe piacere capire quali sono le loro idee sulla città, ove ce ne fossero! … questa cosa di politico non ha niente. Affermavo solo che, secondo me, sono fandonie montate ad arte … Certo che la laurea oggi la danno proprio a cani e porci! (rivolto a Valerio Chiaraluce) … Guarda che non ti denuncio perché mi fai pietà … Non ti rido in faccia perché sono un signore e perché non ti vedo! Ma quando vuoi le cose possiamo dircele di persona.
Carlo Vannini ha scritto:
Vedete questi sono i grillini come scrivo da parecchio: non leggono non studiano non approfondiscono nulla, urlano e basta cercando di fare più danni possibili. Io non so se quelli stavano da altre parti ma è un fatto che la sparata di (Diego) Giorgioni, con la vostra foto dietro porta danno perché vi fa immaginare come gente che traffica in comune con carte e autorizzazioni. C’è un oggettivo danno di immagine che richiede una pubblica immediata smentita, altrimenti la via legale va in automatico. E subito perché le stupidaggini si pagano.
In seguito a tali dichiarazioni, domenica sera abbiamo inviato via PEC una richiesta di accesso civico per prendere visione degli atti inerenti l’autorizzazione del banchetto PD. Lunedì mattina il nostro attivista Valerio Chiaraluce si è recato presso l’ufficio comunale competente trovando gli impiegati già perfettamente informati e intenti nel reperimento dei documenti che erano stati richiesti dal Sindaco Rossini. È stato dunque possibile prendere visione degli atti in compagnia del Sindaco e della responsabile del servizio constatando che effettivamente esiste una concessione di occupazione di suolo pubblico rilasciata al PD nella persona di Diego Carletti, ma questa non è relativa all’area antistante l’ufficio del turismo (che non è possibile concedere in occupazione) ma ad un altro spazio molto meno visibile, grossomodo lo stesso concesso a noi per la giornata dell’11 novembre. Quindi il banchetto del PD presente nelle giornate di sabato 5 e sabato 12 novembre è stato a tutti gli effetti il prodotto di un abuso. Magari involontario e frutto di una distrazione, ma pur sempre un abuso.
Abbiamo inoltre constatato con piacere (ma non ne avevamo dubbi!) che l’operato dei dipendenti comunali è stato impeccabile ed imparziale come sempre.
Avremmo voluto pubblicare quei documenti ma ancora non possiamo perché la procedura di accesso per noi semplici cittadini è estremamente lenta: ben 30 giorni! Alleghiamo invece copia delle autorizzazioni del nostro gazebo presente alla fiera di San Martino poiché i PDdini, per sviare l’attenzione dal vero problema, hanno anche sostenuto che fossimo noi gli abusivi, chiedendo a gran voce di vedere le nostre carte. Bene… eccole qua!
Si dissolvono così le calunnie… ma le ingiurie restano. Non è nostra intenzione fare gli offesi ma gradiremmo certamente una qualche manifestazione di ravvedimento da parte di quelle persone (Carlo Vannini e Ciro De Vivo) che soltanto ieri ci coprivano di fango e pretendevano senza motivo le nostre scuse.










