Il Coordinamento Regionale Umbria Rifiuti Zero lancia l'allarme riguardo un nuovo inceneritore da 130.000 tonnellate
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“Regione e Comuni appaiono sempre più inguaiati e incapaci a gestire il ciclo dei rifiuti: i conferimenti in discarica a basso costo rimangono la principale risorsa a disposizione, a dispetto delle direttive europee e delle normative vigenti”. E’ quanto sostiene il Coordinamento Regionale Umbria Rifiuti Zero.

Nell’annunciare una conferenza stampa per il prossimo 3 dicembre, il Coordinamento si chiede “dove si è arenata la delibera regionale del 18 gennaio che imponeva di implementare la raccolta differenziata e raggiungere finalmente gli obiettivi di legge? Si minacciava addirittura l’invio di Commissari ad acta nei Comuni più pigri”.

Per il Coordinamento “i risultati di questi mesi dimostrano che le cifre sbandierate da alcuni sindaci sono pure operazioni statistiche: dai quantitativi raccolti in modo differenziato, senza attenzione alla qualità, occorre sottrarre gli scarti e contare quanto avviato davvero a riciclo”.

La situazione potrebbe addirittura peggiorare, da qui la necessità della conferenza stampa. “Dopo tutto, ciliegina sulla torta, il governo Renzi con il decreto “SbloccaItalia” impone d’autorità agli umbri un nuovo inceneritore da 130mila tonnellate annue, “un ferrovecchio” che brucerebbe ogni speranza di cambiare finalmente strada”.

“Ora – conclude il Coordinamento – è l’ATI2 (Perugino), ormai “a fine corsa”, a proporsi per l’allocazione dell’inceneritore! Sarebbe la beffa delle beffe dopo che il Consiglio Comunale perugino ha votato a grande maggioranza un ordine del giorno che vuole orientare la sua politica dei rifiuti verso la strategia Rifiuti Zero”.

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