I pastori maremmani abruzzesi dell’allevamento “Jacopone da Todi” protagonisti del film "Giotto,  l'amico dei pinguini"
giotto maremmano

Dal documentario di Rai 3 Geo “Middle Island Maremma project” al film “Giotto,  l’amico dei pinguini”, un film per bambini che diverte anche i grandi, armonioso nella sua evoluzione narrativa e gradevole nella cura dell’immagine, diretto da Stuart McDonald che racconta la vicenda realmente accaduta in Australia e grazie all’aiuto di un cane molto speciale è nato un progetto per la salvaguardia dell’ambiente.
I cani protagonisti del documentario ispiratore del film campione di incassi, sono proprio tuderti, “di Jacopone da Todi” precisamente, dello storico allevamento dai quali traggono il nome, fondato nell’immediato dopoguerra dal  Prof. Vet. Franco Simoni e ora di Sua figlia Simonetta e nipote Jacopo. Eccellenza della razza, vanto tuderte e patrimonio della cinofilia ufficiale, i cani pastori di Todi sono stati ispiratori del film, campione di incassi in tutto il mondo, che ha fatto conoscere al grande pubblico le vere doti caratteriali della meravigliosa razza italiana da pastore Maremmano Abruzzese.

Se nasci Pastore Maremmano Abruzzese hai il destino segnato infatti: tutti si aspettano forza, protezione, sicurezza. Ma non tutti i cani sono portati per fare la guardia, ci vuole un talento che Giotto non ha, la sua specialità è combinare casini. Salvo trasformarsi in eroe, salvando una colonia di pinguini. Racconta una storia vera – con l’aggiunta di una buona dose di fiction – Giotto, l’amico dei pinguini, regia di Stuart McDonald, con Shane Jacobson, Sarah Snook, Alan Tudyk, ma il vero protagonista è Kai, il pastore maremmano che “interpreta” Giotto.
Scodinzola per la cittadina di Warrnambool, una località sul mare in Australia. Nella fattoria del suo padrone Swampy ognuno ha il suo compito, quello di Giotto è fare la guardia alle galline. Ma proprio non gli riesce, preferisce combinare guai. Ne sanno qualcosa i cittadini di Warrnambool, che dopo la sua ennesima incursione in città, lo fanno punire da un giudice. Viene confinato nel recinto della fattoria, con il divieto assoluto di uscire. Nel frattempo i piccoli pinguini che abitano l’isolotto di fronte alla costa sono minacciati dai continui attacchi delle volpi che hanno imparato ad attraversare il canale. L’intera città è preoccupata per le sorti dei pinguini. Giotto ha una sola possibilità per tornare in libertà: salvare i suoi piccoli amici dalle volpi.

La vera vicenda, documentata per la prima volta in Italia da Rai 3 Geo, risale a undici anni fa, quando un quotidiano locale di Warrnambool, nello Stato di Victoria, in Australia, lanciò l’allarme perché le volpi stavano sterminando centinaia di pinguini nella colonia creata a Middle Island, paradiso naturale dell’Australia occidentale. Leggendo la notizia un fattore locale, Swampy Marsh (nel film interpretato da Jacobson), mise a disposizione delle autorità il suo pastore maremmano Oddball per provare a difendere la colonia. Nonostante le resistenze delle autorità per la protezione per l’ambiente, Marsh riuscì a far togliere il divieto che proibiva ai cani di frequentare la zona. La fiducia fu ben ripagata visto che il cane fece ben presto cambiare proposito alle volpi e il numero di pinguini ricominciò ad aumentare. Oggi i cani vengono regolarmente per proteggere i pinguini in autunno, quando la marea è più bassa e le volpi possono arrivare sull’isola. Ne è nato un progetto per la salvaguardia dell’ambiente, il Middle Island – Maremma Penguin Project. “Il cuore e l’anima di questo film è la vera storia che c’è dietro – spiega il regista Stuart McDonald. Giotto, l’amico dei pinguini è un film australiano basato su una storia reale: esistono infatti un vero Swampy e un vero Giotto, così come esiste la colonia presso la cittadina di Warrnambool che ha davvero rischiato di spopolarsi. Una buona sceneggiatura fa il resto, lavorando sulla caratterizzazione dei personaggi e inserendo elementi di suspence (a misura di bambino) che rendono la trama avvincente. C’è anche molto humour anglosassone, e un che di farsesco impersonato sia da nonno Swampy che, più avanti, dal guardiano Jack che deve smaltire una comicissima “sbornia”. Nel film, sono stati aggiunti alcuni elementi di fantasia, dalla tendenza di Giotto a combinare guai al rapporto profondo di Swampy con la figlia Emily (Sarah Snook), guardia ambientale, e la nipote Olivia (Coco Jack Gillies), sua “complice” più brillante. Per le scene che comportavano la presenza insieme delle varie specie animali (sul set c’erano pinguini, cani, volpi e galline), sono stati utilizzati anche il green screen e altri espedienti tecnici, perché “per lavorare bene con gli animali – aggiunge il regista – non bisogna avere l’idea fissa di come verrà la scena, ma essere pronti a trovare sempre nuove soluzioni”.
Auguri vivissimi quindi ai nostri grandi cani bianchi, orgoglio cinofilo e della città Todi e buona visione…

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