Un giro di fatture false era la logica conclusione di una attività clandestina impiantata da una donna cinese di 39 anni, scoperta a Penna in Teverina.
Si trattava di un laboratorio clandestino per la produzione di capi di abbigliamento che avrebbe occultato oltre 300 mila euro di ricavi con una evasione, di sola Iva, per circa 60 mila euro.
L’’indagine era stata avviata nel novembre dello scorso anno dalla guardia di finanza di Terni quando nella zona dell’amerino era stata notata una forte presenza di cinesi ed un movimento sospetto di furgoni.
- Redazione
- 31 Ottobre 2008










