Al momento lo "scongelamento" della sola Groenlandia contribuisce a far innalzare i livello dei mari di mezzo millimetro l'anno

Dal 2003/2004 al 2007/2008 la velocità con cui si stanno sciogliendo i ghiacci della Groenlandia è quasi raddoppiata.
Gli scienziati della Delft University of Technology nei Paesi Bassi e dell’Università del Texas ad Austin, negli Stati Uniti, sono giunti alle loro conclusioni dopo aver analizzato dati sulla gravità raccolti tra febbraio 2003 e gennaio 2008 dai satelliti tedesco-americani GRACE (Gravity Recovery and Climate Experiment).
I dati hanno rivelato che tra il 2003 e il 2008 la Groenlandia ha perso una media di 195 chilometri cubi di ghiaccio l’anno, abbastanza per far innalzare il livello del mare mondiale di mezzo millimetro l’anno. Questo valore medio però dissimula la tendenza in aumento dello scioglimento dei ghiacci nel tempo.
 
Durante i primi due anni dello studio, la perdita annuale di ghiaccio ammontava a soltanto 131 chilometri cubi. Durante gli ultimi due anni, la velocità di scioglimento del ghiaccio è salita a 222 chilometri cubi l’anno.
 
Di questo passo, la Groenlandia contribuirebbe con 5 centimetri all’innalzamento del livello del mare mondiale entro la fine del secolo.
Nel 2007, per la prima volta, grandi quantità di ghiaccio sono andate perdute a grandi altitudini (sopra i 2.000 metri).
I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Geophysical Research Letters.

C’è già qualcuno che si preoccupa per il futuro in modo costruttivo.
Se l’Oceano Indiano dovesse veramente avere la meglio sulle Maldive, i suoi abitanti hanno deciso di non farsi cogliere impreparati: l’idea è quella di creare un fondo per potersi così comprare una nuova patria. Lo ha dichiarato al Guardian il nuovo presidente Mohamed Nasheed.
Le Maldive, con la loro altezza media sul livello del mare di 1,5 metri, potrebbero essere le prime vittime di quel cambiamento climatico che fa innalzare i mari in tutto il mondo.
“Non vogliamo lasciare le Maldive», ha detto il neo-presidente Nasheed, “ma non vogliamo nemmeno diventare profughi e vivere per decenni nelle tende. Non possiamo fare niente, da soli, per fermare il cambiamento climatico e così non ci resta che comprare terra da qualche altra parte. È una sorta di assicurazione contro il peggior scenario possibile.

 

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