Vecchi, posizionati male ed a volte invisibili: il 45,8% dei segnali stradali italiani, praticamente uno su due, non rispetta le normative in materia mettendo a rischio la sicurezza di automobilisti e pedoni.
E paradossalmente di segnaletica ce ne è anche troppa, almeno il 15% in più del necessario.
A lanciare l‘allarme è Assosegnaletica, l’associazione tra le aziende produttrici di segnaletica stradale aderente ad Anima/Confindustria, che in una tavola rotonda ha proposto di destinare il 30% degli introiti delle multe al rinnovo e alla manutenzione dei segnali stradali.
La qualità dei segnali stradali italiani, secondo l’associazione, lascia molto a desiderare: la loro età media è 12 anni e spesso sono disposti “in maniera discutibile”, mentre a volte – è il caso di alcune strisce pedonali nelle grandi città – sono letteralmente invisibili perché cancellate dal quotidiano passaggio dei veicoli e non più rinnovati.
Anche nel comprensorio della media valle del Tevere gli esempi di segnali discutibili non mancano. Si eccelle in particolare a danno dei pedoni in una segnaletica “stile pigmeo”, sotto cui bisogna inchinarsi se non si vuole riportare danni.
Non di rado poi la visibilità degli incroci è compromessa da segnali posti prorio all’altezza degli occhi degli automobilisti. Ciò spesso costringe le auto ad avanzare oltre la linea di stop per rendersi conto se sopraggiungono altri veicoli.
La situazione è “drammatica”, specialmente nelle grandi città. Un dato, questo, che fa riflettere se si considera che proprio sulle strade urbane si verifica la maggior parte degli incidenti stradali.
Uniche isole felici nel panorama nazionale della segnaletica stradale sembrano essere Trentino e Piemonte.
Per contribuire al miglioramento della sicurezza stradale e rilanciare il comparto in difficoltà (i bandi di gara di segnaletica negli ultimi due anni sono diminuiti di circa il 40%), Assosegnaletica ha lanciato una serie di proposte.
Rottamare i segnali obsoleti e senza marchi, predisporre una segnaletica maggiormente visibile in particolare per l’utenza debole (scuole, pedoni, anziani ma anche i tir nelle aree urbane dove i segnali sono “concepiti soprattutto per le automobili”) sono le azioni concrete chieste dall’associazione.










