Respinta la proposta di un solo trattamento per i membri del governo

I ministri italiani sono malati di stakanovismo e per questo i membri del governo continueranno a percepire lo stipendio da Camera e Senato, ove qui siano stati eletti, ovviamente in aggiunta a quello di ministro.
Sembrerebbe quasi che il cervello dei ministri abbia la singolare capacità di sdoppiarsi: un pezzo pensa all’attività di governo e l’altro partecipa, idealmente, ai lavori delle assemblee.
L’Aula della Camera ha bocciato l’emendamento che chiedeva di togliere l’indennità parlamentare ai componenti del governo.
Quasi tutti, salvo ovviamente la parte che aveva presentato l’emendamento, hanno votato contro, parlando di pericoloso “populismo”.
Un termine che sempre più assume un carattere dispregiativo, per molti che
sembrerebbero aver idee simili a quelle della regina di Francia (per la quale ” al popolo che chiedeva pane, mancante, occorreva dare delle brioche”) ma che invece sono dei fini costituzionalisti.
Ciò perchè l’art. 1 della Costituzione italiana prima parla del lavoro e poi del popolo: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo…”
Ed anche i ministri-parlamentari sono lavoratori.

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