Il sindaco di Terni Paolo Raffaelli s’è tolto più di un sassolino dalle scarpe, dopo avere ricevuto sette comunicazioni da parte della Procura regionale della Corte dei Conti con le quali lo si informa che sono state archiviate dal magistrato altrettante inchieste a carico del Comune di Terni.
Questo l’elenco delle inchieste avviate dall’organo della giustizia contabile dopo svariate polemiche politiche, intorno al 2006, in sede locale: invio delle cosiddette cartelle pazze; presunto sperpero di denaro per lavori di riqualificazione della strada che collega il centro di Terni alla zona industriale Marattana; presunte responsabilità per il ritardo nei soccorsi a studente suicida a causa di parcheggi selvaggi; presunto danno da stato di abbandono e degrado in piazza Solferino; stato di abbandono e degrado della zona San Francesco a Terni; presunti danni derivanti dal crollo del tetto dell’antica chiesa di San Liberatore nella frazione di Mirando e presunto danno da abbandono di materiale didattico nel giardino della scuola materna Le Grazie.
Un’altra inchiesta sulla presunta evasione fiscale sulle utenze telefoniche dei funzionari pubblici era stata archiviata nei giorni scorsi.
Tutto ciò ha avuto, evidenzia Raffaelli, la conseguenza che il Comune ha dovuto spendere per risarcire le spese di giudizio dei funzionari e dirigenti assolti. Denari che – ha sottolineato il sindaco – avrebbero potuto essere utilizzati per opere e servizi pubblici.
- Redazione
- 18 Novembre 2008










