Il Tar dovrà decidere se annullare il provvedimento ministeriale che ha imposto la sospensione della concia del mais con sostanze neurotossiche per gli insetti; convegno internazionale a Foligno a "Mielinumbria"

Proprio mentre a Foligno si è alla vigilia del quarto Forum internazionale sull’apicoltura del Mediterraneo, che si terrà, nell’ambito di Mielinumbria (da venerdì a domenica prossima), con delegazioni provenienti da Italia, Marocco, Albania, Libano, Francia, Siria e Palestina, le multinazionali che producono i veleni di cui le api muoiono sono partite al contrattacco.
Al forum si discuterà, tra l’altro, della lenta scomparsa delle api.
Nell’area del bacino mediterraneo sono presenti almeno otto razze diverse di api mellifere: Ligustica, Sicula, Sahariense, Syriaca, Caucasica, Cyprica, Armenica.
Alcune di queste razze sono a rischio di scomparsa, altre a rischio di inquinamento genetico.
L’area mediterranea è da sempre specchio di grandi contrasti ma anche di grandi affinità, caratterizzata da una ricca varietà di mieli (di arancio, castagno, carrubo, giuggiolo, mandorlo, acacia, sulla, rosmarino, lavanda, timo, melata, banano) da tutelare e valorizzare. Tra questi quelli prodotti dalla razza syriaca un tempo diffusa nelle aree medio-orientiali, che si intende valorizzare e propagare in collaborazione e con il sostegno della cooperazione italiana, delle agenzie dell’Onu Unops e Undp e delle associazioni aderenti al Forum.

Uno dei nemici principali delle api, in combinazione con le variazioni climatiche che fanno coincidere la semina del mais con i primi voli degli insetti alla ricerca di polline dai fiori, anticipatamente sbocciati, è proprio il fatto che i semi di mais vengono “conciati”( protetti contro i parassiti) con sostanze neuro-tossiche che si disperdono nei campi al momento della semina.
Questo fatto ha portato anche in Italia alla sospensione dell’uso di queste sostanze concianti.
Ciò è avvenuto anche sulla base delle pressioni delle Regioni, tra le quali quella Piemonte il cui servizio fitosanitario ha emesso una circolare in cui afferma: 1) l’evidenza di effetto tossico delle conce sulle api in fase di semina; 2) la sostanziale inutilità della concia del mais per elateridi, la completa inutilità per diabrotica e per fitofagi epigei; 3) per concludere che la sospensione dei concianti non avrà effetti negativi sulla prossima campagna produttiva del mais.
Ma i colossi della chimica non demordono e hanno fatto ricorso al Tar del Lazio.

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