La sfida a parti invertite, cinque anni dopo, si giocherà non solo sulla tenuta dei propri schieramenti e sulla conquista dei 5 Stelle e dei Civici ma sul recupero del non voto
Senza nome

Si vota a Todi per il ballottaggio (domenica 25 giugno, dalle 7 alle 23) con la riedizione della sfida, a cinque anni di distanza ma stavolta a parti invertite, tra Carlo Rossini, sindaco uscente, ed Antonino Ruggiano, primo cittadino tra il 2007 e il 2012.
Rossini riparte dal 39,85% dei voti conquistati al primo turno, mentre Ruggiano aggiunge al 24,04% delle proprie preferenze quelle degli “apparentati” Adriano Ruspolini (9,02%) e Andrea Nulli (4,83%), attestandosi così anche lui vicino a quota 40%. Almeno in teoria, quindi, la gara parte alla pari, con 11 punti percentuali da conquistare per sedersi sulla poltrona di primo cittadino.

Si tratta, appunto, di conti teorici perchè bisognerà vedere innanzitutto se tutti torneranno alle urne e quanti, fra quelli che hanno disertato i seggi l’11 giugno, andranno a votare. Un lavoro di convinzione, quello nei confronti degli astensionisti, che ha visto molto impegnati in queste due settimane di campagna elettorale supplementare entrambi gli schieramenti, perchè probabilmente la partita si giocherà soprattutto su questo terreno. Preoccupa insomma la disaffezione dell’elettorato e il clima ormai vacanziero, con molte famiglie in partenza già sabato per le ferie.

Da conquistare ci sono i voti presi al primo turno dal Movimento 5 Stelle (7%) e quelli del polo civico messo in campo da Floriano Pizzichini (15,27%). Nel primo caso, pur essendoci stato da sinistra un tentativo di abboccamento (subito respinto), i pentastellati sono stati sinceri: non solo non potevano e volevano apparentarsi con nessuno ma non sono neanche in grado di conoscere e controllare i propri elettori, i quali voteranno (se voteranno) secondo le proprie convinzioni individuali.

Anche sul fronte civico non sono mancate manovre di avvicinamento: da destra con la richiesta di apparentamento con due delle tre liste (Movimento Civico e Progetto Todi, escludendo Todi Cambia), proposta caduta nel vuoto; da sinistra con la possibilità di un accordo, auspicato sembra a livello regionale, proprio con la terza lista, quella a forte connotazione socialista per intenderci: resistenze interne al Pd hanno stoppato, almeno ufficialmente, un “gemellaggio” elettorale.

Fin qui quel che è noto alla luce del sole (o quasi), ma è noto che Todi è una piazza particolare, un laboratorio politico nel bene e nel male. Cinque anni fa terminò con il 52,4% per Rossini e il 47,6% per Ruggiano, che tradotto in numeri sono 400-500 voti, tanti e pochi allo stesso tempo.
Chi vincerà stavoltà? Lo sapremo probabilmente già prima di mezzanotte di domenica.
TamTam proporrà lo spoglio delle schede in diretta.

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