Non si sa bene quale sia l’interesse del Governo, ma una cosa è certa i malati devono prepararsi a file sempre più lunghe dal proprio medico di famiglia.
Secondo la Fp Cgil medici, attraverso il segretario nazionale Massimo Cozza e il coordinatore nazionale della medicina generale Nicola Preiti, che è un medico che opera nella Usl 2 di Perugia, si vorrebbe consentire alla Regioni di estendere il numero ottimale di assistiti da 1.000 a 1.200 per ogni camice bianco.
Una decisione poco comprensibile, se non quella di tacitare così i medici più anziani a danno dei più giovani.
Una modifica che, secondo il sindacato, “sarebbe un ritorno al passato, al vecchio medico di famiglia massimalista. E questo nonostante le univoche sentenze dell’Antitrust e di numerosi Tribunali”.
Per scongiurare questa eventualità, Cozza e Preiti rivolgono quindi un appello alle Regioni. “Ci appelliamo – sottolineano in una nota – al buon senso delle Regioni che ancora credono in una medicina del territorio di qualità, organizzata in funzione delle prestazioni da erogare 24 ore su 24, senza cedere alle richieste corporative di modifica del numero ottimale con un ritorno a privilegi anacronistici per alcuni medici, a discapito di tanti altri”.
Sta di fatto che il rinnovo della convenzione dei medici di famiglia non riesce a vedere la luce.
- Redazione
- 6 Dicembre 2008









