Me ne sono accorto l’altra mattina. Ero andato nel sesto – impostato a febbraio dai ragazzi che lavorano con Luigi Frassineti, titolare di Todi Verde – a controllare che i nostri nuovi cinquanta olivi non soffrissero la mancanza d’acqua.
Luigi mi ha raccomandato di procedere a quattro – cinque abbondanti irrigazioni nella stagione estiva, affidando alle piante in crescita la responsabilità di andare a cercarsi da sole l’umidore nel profondo. L’olivo, addestrato da millenni a vivere nei terreni meno fertili e marginali, sa come arrangiarsi.
Quella che avevo programmato per quella sera, a calore sbollito, era dunque la seconda abbondante passata d’acqua, imbibendo tutte le zolle.
Ho dedicato serio impegno nel mettere in pratica le istruzioni di Frassineti, che è stato un brillante studente dell’Istituto Agrario, e i risultati si vedono.
I nostri nuovi olivi crescono vigorosi, sono tutti sui due metri, e manifestano benessere.
Stavo dunque guardando gli argentei ospiti della nostra piccola proprietà, che vanta già centoventi olivi di grande saggezza, quando mi sono accorto che due sesti non erano più un ordinato sei per sei. Mancava qualcosa. C’erano due vuoti nell’ assetto della collina che guarda verso Todi.
Ho cominciato a contare… quarantasei, quarantasette, quarantotto…..
Ma si, ne mancano due. Il terreno sotto i miei piedi era stato ricompattato per rallentare la scoperta del furto. Ero intristito e furente.
Tutto è stato fatto con cura – che sostantivo inadatto per una ruberia selvaggia !!– , sottraendo la pianta e il suo tutore, i legacci e il cartellino (Leccino, Frantoio). Niente è stato lasciato in disordine, segno che il mio persecutore ha avuto tutto il tempo per compiere la sua malvagità, caricare in macchina le prede, allontanarsi in tranquillità, approfittando della nostra assenza: quattro giorni sottratti alle abitudini tuderti.
Quando i ladri oltraggiano gli appartamenti, si ha immediata la sensazione della violenza subìta, perchè tutto è lasciato in disordine. Ma da noi quel mascalzone ha operato con diligenza, consapevole di predare impunito, senza lasciare un segno, uno solo, della sua ribalderia.
Un piccolo olivo si compra con meno di una ventina di euro. Se ne avevi bisogno per arricchire il tuo orto, o imbellettare il tuo giardinetto, sarebbe stato sufficiente deporre una lettera nella mia buca postale.
Una lettera scritta così…..”Caro signore, gironzolando per le campagne della Canonica ho visto i suoi olivi da poco messi a dimora. Complimenti per la cura e i risultati. Vorrei anch’io avere due olivi così curati, ed anche se so dove andarli a comprare …….. non ho il denaro che occorre. Saluti cari eccetera eccetera”.
Ad una lettera così avrei risposto fornendo il denaro per l’acquisto. Ad una persona perbene che chiede una mano per mettere a dimora due olivi si dice di no? No. La si aiuta, una persona perbene.
So di suscitare sentimenti oltraggiosi dicendo questo. Qualcuno vorrebbe invocare la legge islamica del taglio della mano. Qualcun’altro, benevolo, la pratica essenziale del calcio e dei ceffoni.
Nel firmare la denuncia di furto presentata ai carabinieri, l’appuntato mi ha confortato ricordando che i mascalzoni si impossessano anche del rame dei monumenti funebri. Quale bassezza!.
Ed ha aggiunto. “Dev’essere proprio un imbecille uno che va a rubare in questa stagione di gran caldo due olivi da poco in crescita. Come fa a sperare che sopravvivano al trapianto?”.
Senza volerlo il sottufficiale ha dato voce ai miei silenziosi pensieri.
Augurare all’imbecille che i due olivi si dissecchino in fretta? Oppure sperare che sopravvivano al trapianto fatto contro ogni regola e buonsenso? Che scelta difficile!








