“Leggo ogni volta con maggiore ammirazione gli “eleganti” interventi che il Partito democratico continua a dedicarmi, e, lusingato di tanto spazio, rafforzo l’idea, ormai comune, che, in un anno e mezzo, il massimo dell’elaborazione politica e progettuale dei “democratici” sia stato quello di chiedere dimissioni a destra e a manca (Giorgi, Ruggiano, Primieri, il sottoscritto e così via).
Credo, che sarebbe molto più utile, per l’intera comunità tuderte, impiegare tante e tali risorse, umane, intellettuali e culturali, di cui il PD è portatore, a favore di progetti ed idee per la città, piuttosto che avvitarsi nella monotonia di sterili e non proficue polemiche politiche.
Per quanto mi riguarda, il PD dimentica, che le dimissioni da Presidente del Consiglio, io, le misi a disposizione il giorno stesso della mia elezione, a fronte dell’individuazione di un altro nome condiviso da tutte le forze del centro-sinistra.
Evidentemente, le divisioni interne al centro-sinistra, non consentirono l’individuazione di simile soluzione da me pubblicamente auspicata.
Rispetto all’esercizio delle mie funzioni, premetto, che ho sempre creduto nell’alto valore delle istituzioni, che considero e rispetto, interpretandole attraverso le regole che le disciplinano.
Così ho inteso ed intendo il mio ruolo di Presidente del Consiglio comunale, trovando gravi ed strumentali le affermazioni che intendono rappresentare il contrario.
Sarà tra l’altro casuale, ma il PD ha scoperto, solo dopo il mio voto al Bilancio che ha consentito la governabilità della città di Todi, che il Presidente del Consiglio Comunale, non esercita il proprio ruolo al di sopra delle parti.
Personalmente comprendo la strumentalità di alcune affermazioni. Ciò che però non leggo, nelle analisi del PD, e che credo dopo un anno e mezzo mai arriverà, è una serena autocritica su alcune oggettive responsabilità politiche di cui è stato ed è protagonista.
Il PD, infatti, dimentica nella propria analisi, che il rispetto per il 53% di elettori che hanno votato le liste del centro-sinistra, non vale meno del rispetto che merita quel 60% di elettori che hanno votato per il Sindaco Ruggiano, soprattutto perché tale risultato è giunto al ballottaggio, quando i cittadini tuderti avevano chiaro il quadro istituzionale che si sarebbe composto.
Infine, constato, che ancora una vola, miseramente, si rivanga la questione dell’indennità che percepisco in qualità di Presidente. La scelta di consentire a Todi di essere amministrata, evitando un lungo periodo di commissariamento, ha determinato, per coerenza personale, che io rinunciassi all’incarico di collaborazione con la Provincia di Perugia, per il quale percepivo molto più di quanto oggi mi viene riconosciuto come Presidente del Consiglio Comunale di Todi.
Pertanto, se avessi voluto continuare a fare, come si dice, “bella vita”, avrei certamente fatto meglio a rinunciare a difendere gli interessi della mia città, preoccupandomi di curare quelli personali.
Ma nella vita, credo, esiste una dignità e un orgoglio che vale ben più di uno stipendio da impiegato pubblico. C’è chi rinuncia alle proprie idee, pur di non abbandonare la propria casa e le proprie sicurezze, e chi come me, sceglie di cambiare casa, pur di non svendere le proprie idee“.









