Il consigliere regionale, nonostante la delusione di Todi, sostiene che esiste uno spazio per una aggregazione da sperimentare alle regionali del 2020 e prima alle politiche del 2018
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Claudio Ricci, “profeta” del civismo in Umbria (da ultimo a Todi ha sponsorizzato la candidatura di Floriano Pizzichini), interviene per ribadire che, nonostante le delusioni patite, “le liste civiche, nel quadro moderato e popolare, sono e saranno, nei prossimi due tre anni, il “perno” delle coalizioni per fare nei territori con i cittadini”.

“Venti anni fa le liste civiche a livello soprattutto comunale e, successivamente, regionale – scrive Claudio Ricci – “allargavano” le coalizioni dei partiti tradizionali. Il tempo dei movimenti “del no e del contro” (i cosìdetti “populismi” di diverso tipo) si sta concludendo in quanto non avendo svolto un “adeguato percorso di formazione” quando si trovano a governare dimostrano molti “limiti oggettivi”, con i cittadini, che osservano molto attentamente i comportamenti politici, ora vogliono risultati concreti altrimenti cambiano, molto velocemente, il loro consenso”.

Con questo quadro, in ambito regionale e nazionale, per Ricci “esiste un ampio spazio per una aggregazione civica italiana (popolare e moderata) capace di eliminare spechi e inefficienze, semplificare e, con le risorse “recuperate”, investire in sviluppo, sociale e meno tasse con riferimenti all’identità e ai valori europei. In sintesi, dopo le illusioni movimentiste e populiste, si tratta di tornare, nei prossimi due/tre anni, ad un liberalismo concreto e moderato (utilizzando sistemi misti che mettano insieme pubblico, privati e associazioni). Forse proprio in Umbria, alle elezioni regionali 2020 e prima alle politiche 2018 – conclude Ricci – si potrebbe delineare un modello, in tale direzione, da sperimentare”.

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