Sono oltre 500 le persone non autosufficienti nel comune di Todi, la maggior parte assistiti dalle famiglie che spendono dai 1000 ai 2000 euro al mese per cura e sostegno. Una situazione destinata ad aumentare parallelamente all’invecchiamento della popolazione.
E’ sulla base di tale situazione che la CNA di Todi ha deciso di organizzare per mercoledì 10 dicembre, alle ore 17 presso la Sala Tiberina di Pian di Porto, a Todi, alla presenza del sindaco Antonino Ruggiano, un’assemblea aperta a tutta la cittadinanza.
All’iniziativa parteciperanno i responsabili dei servizi sociali del Comune e della Asl locale, il Presidente della CNA di Todi Marco Trastulli, il Responsabile CNA della Media Valle del Tevere Francesco Vestrelli e Fabiano Coletti, coordinatore Regionale per la CNA alle Politiche sociali che illustrerà le novità legislative in tema di non autosufficienza e le problematiche sociali, economiche e sanitarie ad essa connesse.
L’incontro servirà anche a sollecitare la Regione Umbria ad emanare quanto prima le norme attuative della Legge regionale n. 9 del 4 giugno 2008 per l’istituzione di un fondo regionale per la non autosufficienza e favorire l’adozione del PRINA – Piano regionale integrato non autosufficienza – già preadottato dalla Giunta Regionale nello scorso luglio.
Al convegno si parlerà anche dei nuovi strumenti di politica sociale predisposti dal Governo Berlusconi (social card, bonus famiglia) ma anche della riduzione di finanziamenti agli enti locali in materia di assistenza sociale prevista dalla legge finanziaria.
“Un quadro contradditorio, con poche luci e molte ombre – spiega Coletti – che probabilmente non aiuta concretamente l’anziano disabile e la sua famiglia nelle difficoltà quotidiane della vita. La condizione di non autosufficienza di molte persone anziane rappresenta un problema sociale a cui lo Stato non è oggi in grado di dare risposte esaurienti”.
Anche in Umbria, dove pure il sistema dei servizi socio sanitari è sufficientemente esteso sul territorio e di qualità, crescono i bisogni di assistenza. La regione, più di altre vede la presenza di persone non autosufficienti, circa 25.000, per la maggior parte anziani, ma anche bambini, affetti da patologie o invalidi a vario titolo.







