“Le nuove competenze del sindaco e della polizia municipale in tema di sicurezza urbana costituiscono un cambiamento di grande importanza – ha detto Franco Pizzetti, presidente dell’autorità Garante per la Privacy nel corso del convegno di ieri organizzato dalla SSPAL, Scuola Superiore di Pubblica Amministrazione Locale (SSPAL)”.
“Con questo pacchetto legislativo, infatti – ha aggiunto – cambia sostanzialmente il volto del Comune, che se prima era chiamato a svolgere ruoli marginali di controllo, ad esempio in materia di traffico e rispetto dei regolamenti locali, adesso è addirittura chiamato a partecipare ad alcune funzioni che da sempre sono state appannaggio ministeriale”.
Non si tratta tuttavia di un cambiamento repentino; il recente pacchetto sicurezza dà in realtà una struttura giuridica permanente ad un processo che era in atto da tempo. Un processo cominciato già sotto il ministro dell’Interno Amato e proseguito anche sotto ministri e governi di differente colore politico.
Una cambiamento condiviso anche dagli enti locali, visto il ruolo di propulsione e appoggio svolto dall’Anci nel processo di attribuzione al sindaco di poteri di pubblica sicurezza.
Si va ora dunque verso un panorama di ‘Federalismo della sicurezza’, cioè della frammentazione a livello locale di quello che un tempo era un potere gestito unicamente a livello nazionale. In tal senso ciò implica anche una maggiore attenzione e sensibilità verso percezioni di insicurezza e pericolo fortemente contestualizzate in un territorio.
“Tuttavia – ha aggiunto Pizzetti – questi nuovi poteri del sindaco e della polizia municipale pongono anche dei quesiti dal punto di vista della tutela della privacy. Penso ad esempio al caso che si pone ora che la possibilità di modificare o inserire dati nel database della Polizia è stato esteso anche alla polizia municipale.
Si tratta di un grande cambiamento; se prima solamente la polizia nazionale poteva modificare o inserire dati ora tale possibilità è stata estesa alla polizia municipale e dunque ad un numero molto elevato di persone. Ciò pone di fronte alla necessità di vigilare maggiormente su un suo corretto utilizzo, facendo sì che siano sempre identificabili le persone che vi accedono e che ciò avvenga nella piena sicurezza dei dati”.







