Gli inquirenti sono convinti che si sia trattato di un avvertimento per far pagare il pizzo; l'altro responsabile era gia in carcere

Si è chiarita la matrice ricattatoria dell’incendio doloso che il 10 settembre scorso aveva arrecato gravi danni al bar Clapier situato tra Viale della Stazione e via Marco Claudio a Terni: è stato arrestato dalla squadra mobile il secondo presunto responsabile.
L’ipotesi degli inquirenti e che l’incendio sia stato un “avvertimento” al gestore del locale per una richiesta di “pizzo”.
Il secondo arrestato è un giovane di 28 anni, di Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta, dal tempo residente a Terni, già indagato in passato per rapina e spaccio di stupefacenti.

L’incendio era stato appiccato gettando del liquido infiammabile lungo le vetrine dell’esercizio commerciale, che aveva riportato danni consistenti.
Da alcune testimonianze la polizia era risalita ad una vettura Opel corsa vista nei pressi del luogo dell’incendio e poi ad un uomo di 52 anni, residente a Catanzaro, che era stato arrestato per incendio doloro e detenzione di materiale esplodente. La moglie di 58 anni era stata, invece, denunciata per favoreggiamento.

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