Antiquarium Comunale di Baschi e’ il titolo del volume, presentato ieri (19 dicembre) presso il salone d’onore di Palazzo Donini della Regione Umbria a Perugia.
Il volume, che fa parte della collana del Catalogo Regionale dei Beni Culturali dell’Umbria (Electa Editori Umbri Associati, Perugia 2008), è a cura di Margherita Bergamini, docente di Metodologia della Ricerca archeologica nell’Università degli Studi di Perugia e assessore alla cultura del Comune di Todi (con testi Margherita Bergamini, Massimiliano Gasperini, Marcello Gaggiotti, Natalia Nicoletta, Elena Salvo, Sara Speranza).
Il Catalogo è il 72° della Collana avviata nel 1987 e sostenuta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia.
L’Antiquarium Comunale di Baschi, ospitato nel Palazzo Comunale, è stato realizzato nel 2000 grazie a finanziamenti comunitari, e recentemente ampliato grazie a finanziamento della Regione Umbria, come sede espositiva dei reperti archeologici dello scavo di Scoppieto, che l’Università ha avviato nel 1995 sotto la direzione di Margherita Bergamini e rappresenta il frutto di un progetto di ricerca dell’Università, sostenuto dalla Regione Umbria nell’ottica di una politica di valorizzazione del territorio del Parco del Tevere.
Il volume illustra fedelmente l’allestimento museale della raccolta, interamente incentrato sul territorio di Baschi nell’antichità e in particolare sul sito di Scoppieto, la cui storia è strettamente legata al Tevere e presenta una caratteristica del tutto particolare in quanto nasce mentre è ancora in corso la ricerca sul campo, che ha prodotto gli oggetti descritti ed esposti nelle belle vetrine.
Vi trovano spazio praticamente tutti gli oggetti esposti, studiati con rigore scientifico e raggruppati per classe di appartenenza, mentre l’ottima qualità dell’apparato grafico e fotografico che correda ciascuna scheda rende particolarmente gradevole l’impaginato. Il volume risulta di agevole consultazione e può ben rispondere anche alle esigenze di un pubblico di “non addetti ai lavori”, avendo il pregio di prestarsi a più livelli di fruizione.
L’esposizione si apre con pannelli didattici sui rinvenimenti archeologici verificatisi nei secoli scorsi nel territorio compreso nei limiti amministrativi del Comune; segue l’esposizione di oggetti rinvenuti nel corso dello scavo archeologico della manifattura ceramica di età imperiale di Scoppieto (elementi fittili relativi alla fornace, strumenti di lavorazione di metallo e di osso, matrici, punzoni, ecc.) che hanno l’obiettivo di illustrare il ciclo di trasformazione dell’argilla e la produzione di ceramiche fini, dalla estrazione della materia prima alla modellazione e decorazione, alla cottura. L’esposizione culmina con una ricca esemplificazione delle tipologie dei vasi di terra sigillata e delle lucerne realizzati nelle officine attive nel quartiere artigianale.
Ampio spazio è dedicato anche ai commerci, che erano alla base della produzione e che avvenivano prevalentemente per via fluviale, avvalendosi del bacino idrografico del Tevere







