Il Tar Lazio si è pronunciato su uno dei motivi di critica dei provvedimenti analoghi a quelli emanati a Perugia e Terni

La prima verifica della magistratura amministrativa sulle ordinanza dei Sindaci-Sceriffo è stata positiva ed il “promosso”, il Sindaco di Roma Alemanno, che idealmente rappresentava anche gli altri Sindaci che hanno seguito questa strada, come quelli di Perugia e Terni, è euforico.
“Sono veramente soddisfatto non solo che il Tar del Lazio abbia sancito la piena legittimità dell’ordinanza anti-prostituzione adottata lo scorso 16 settembre, ma che abbia riconosciuto i valori posti alla base del nostro provvedimento. Il giudice amministrativo, infatti, sottolinea come l’ordinanza non colpisce il libero esercizio della prostituzione, ma colpisce le sue modalità che non devono essere in contrasto, così come per qualsiasi attività privata, con l’utilità sociale, con la sicurezza della collettività e non devono ledere la libertà e la dignità delle persone”.
Tuttavia in virtù dei motivi posti a base del ricorso, questioni attinenti sostanzialmente alla “offerta” della prostituzione, i giudici non hanno potuto esaminare l’aspetto che è più controverso: la punizione del contatto vocale tra prostituta e cliente, come a dire la sanzione dell’intenzione di commettere una cosa non vietata, questione che, al di là del campo prostituzione, dovrebbe allarmare quanti temono un’involuzione autoritaria del sistema italiano.

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