“Todi nel paesaggio del cinema: produzioni, protagonisti, spettatori e maestranze”: è il titolo della tesi con la quale, nei giorni scorsi, la giovane tuderte Eleonora Grillo si è laureata all’Università “La Sapienza” di Roma, facoltà di lettee e filosofia, corso di laurea in arti e scienze dello spettacolo, relatrice la professoressa Giulia Fanara.
Nel suo elaborato Eleonora ha presentato un personale lavoro di ricerca realizzato nella sua città, che è stata scelta per più di 10 volte come set cinematografico da alcuni importanti registi italiani e stranieri, dagli anni Sessanta ad oggi. Nella trattazione della tesi ha quindi esposto i risultati della ricerca effettuata sul territorio, ricca di dati ed informazioni raccolti grazie ad alcune interviste, sia alle comparse che agli spettatori dei film girati a Todi, sia alla manodopera locale che ha contribuito ad una maggiore resa dei film.
Per quanto riguarda il tema centrale della tesi, Eleonora Grillo ha evidenziato, in un primo momento, la scelta del regista Pupi Avati di instaurare la sede della propria casa di produzione DueA proprio nella città di Todi, negli anni Novanta, per girare ben quattro dei suoi più importanti film (che hanno viste coinvolte più di 500 persone) quali Magnificat (1993), L’arcano incantatore (1996), La via degli angeli (1999) e I cavalieri che fecero l’impresa (2001). Avati costruì i reparti scenografia e costume utilizzando due grandi capannoni presi in affitto, uno era sito all’Istituto Agrario Ciuffelli di Todi, e l’altro, a Ponterio.
La neo dottoressa ha passato poi in rassegna tutte le produzioni cinematografiche, italiane ed internazionali, che hanno visto come loro set il paesaggio tuderte dagli anni Sessanta ad oggi, ed ha cercato di spiegare le motivazioni per le quali alcuni registi hanno scelto questa città per girare importanti pellicole, con alcuni grandi nomi che hanno raccontato della loro vicinanza non solo professionale ma anche affettiva al territorio tuderte, dove si contano infatti circa 30 personalità artistiche, tra registi ed attori, come ad esempio lo stesso Pupi Avati e Paolo Genovese.
La Grillo ha analizzato inoltre l’importanza dell’iconografia, che ha il doppio significato di scrittura e lettura delle immagini sacre, non solo dal punto di vista artistico, (quindi pittorico e monumentale), ma anche dal punto di vista cinematografico. Ha quindi cercato di indagare sui possibili modelli iconografici ai quali i registi, rispetto ai film girati a Todi, avessero potuto riferirsi, e grazie ad alcune ricerche effettuate ha potuto avere riscontro di questo riguardo a due importanti film girati in città, ovvero: I cavalieri che fecero l’impresa (2001) ed Il tormento e l’estasi (1965).










