Coinvolti un dipendente pubblico, la sua convivente ed un medico compiacente

Un dipendente pubblico perugino di 46 anni e la sua convivente di 29 anni, con la complicità di un medico, avevano trovato il modo di arrotondare sostanzialmente le loro entrate, dal 2000 al 2007, truffando le assicurazioni.
Sono, infatti, accusati di essersi fatti risarcire oltre 170 mila euro da otto diverse assicurazioni per infortuni risultati fittizi.
Sono stati denunciati a piede libero dai carabinieri del Nas di Perugia insieme a un medico di base, per concorso aggravato in falsità ideologica, ricettazione e truffa. Il dipendente pubblico, incensurato, si rivolgeva al pronto soccorso di alcuni ospedali facendosi certificare lesioni a testa, schiena, ginocchia, spalle e occhi per dichiarati infortuni che vanno dalla caduta dalle scale a tamponamenti.
Dall’indagine è emerso anche che il medico prolungava ripetutamente le malattie e le inabilità al lavoro.
Ma la cautela adottata dal dipendente pubblico è in qualche caso risultata scarsa: abile al lavoro per l’Inail, ma malato per le assicurazioni.
I carabinieri del Nas hanno rilevato anche che numerose ricevute fiscali di prestazioni sanitarie (in particolare cure fisioterapiche e termali) presentate per far salire il conto erano false risultando essere state semplicemente “scannerizzate” per quanto riguarda l’intestazione della struttura sanitaria e la firma.

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