Due esperti della difesa di Sollecito hanno studiato la finestra trovata rotta

In un “processo” che si celebra in gran parte per il pubblico all’esterno del Tribunale è chiaro che l’arma principale è l’informazione o la disinformazione.
A una settimana dell’inizio del processo a Raffaele Sollecito e Amanda Knox per l’omicidio di Meredith Kercher (appuntamento al quale i due imputati intendono essere presenti fin dall’inizio) la riapertura della porta della casa di Perugia dove la studentessa inglese venne uccisa nella notte tra il primo e il 2 novembre del 2007, ha dato alla stura al solito balletto di notizie contradditorie.
I due consulenti dei difensori del giovane pugliese hanno infatti eseguito alcuni rilievi intorno alla finestra trovata rotta dopo il delitto, concludendo con un’affermazione  “Abbiamo raccolto dati che ci consentiranno di approdare a una fase sperimentale “ che significa praticamente nulla.
Ma poi si fa filtrare la notizia che, in base a una prima valutazione riferita ai difensori di Sollecito, sarebbe però la tesi di un soggetto penetrato nell’appartamento attraverso la finestra quella che troverebbe conferme.
Un’effrazione che secondo l’accusa venne provocata per simulare un furto e quindi depistare l’indagine, mentre per la difesa Sollecito (che si proclama estraneo alla morte di Mez così come la Knox) rappresenta la prova che qualcuno si introdusse dall’esterno e poi uccise la giovane.
Il giovane Sollecito in questi giorni è impegnato in cella a preparare uno degli esami del corso di laurea specialistica all’Università di Verona al quale è iscritto e ha momentaneamente accantonato l’esame delle carte processuali che si è fatto portare in cella a Terni, ma sarà comunque presente alla prima udienza il 16 gennaio. Presente alla prima udienza sarà anche la sua ex fidanzata Amanda Knox, detenuta a Perugia.
I genitori e i fratelli di Mez. – ha annunciato il legale – all’inizio del processo non ci saranno.

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