La decisione della Corte, che ha vietato telecamere e fotocamere, scontenta la famiglia della giovane uccisa che avrebbe voluto un processo a porte chiuse, il pubblico è costituito quasi esclusivamente da giornalisti

Il “processo dell’anno”, quello che attirerà probabilmente più interesse mediatico, il processo ad Amanda Knox ed a Raffaele Sollecito, accusati dell’omicidio della studentessa britannica Meredith Kercher. ha preso il via.
Ma quanti aspiravano a vedere le facce degli imputati di fronte alla Corte ed alle accuse che la pubblica accusa gli farà, sono rimasti delusi.
Il dibattimento sarà vietato alle telecamere anche se, secondo quanto stabilito dai giudici, le riprese audiovideo potranno essere permesse per “atti specifici” se ci sarà l’accordo delle parti.

Una decisione che scontenta sicuramente la famiglia Kercher che aveva chiesto di tenere le udienze a porte chiuse per rispetto della memoria della vittima.
I Pm Mignini e Comodi non si erano opposti; favorevoli quindi all’eventuale decisione anche per proteggere i numerosi testimoni che saranno chiamati.
Mentre Patrik Lumumba, con il suo difensore, si e’ opposto alla richiesta di dibattimento a porte chiuse; ”per noi e’ necessario che il pubblico ci sia”.
Sulla richiesta di processo a porte aperte, ma tutelando i testimoni di volta in volta, si era espressa la difesa di Sollecito. ”Raffaele non ha paura della informazione e per questo chiediamo alla Corte di respingere l’istanza per un processo a porte chiuse. ‘Se non ci fossero i giornalisti le informazioni uscirebbero ugualmente, ma deformate; questo e’ il nostro timore”.
L’avvocato di Amanda Knox ha detto che il processo doveva svolgersi a porte aperte, mentre per la presenza delle telecamere, si e’ rimesso alla decisione della Corte.
A testimonianza dell’affollamento dell’aula, il fatto che il Presidente della Corte ha dovuto invitato un gruppo di giornalisti italiani e stranieri ad uscire dalla ”gabbia” riservata ai detenuti, in cui questi erano entrati per mancanza di posti in aula. Un affollamento esclusivamente di operatori dell’informazione perché erano solo cinque o sei le persone definibili pubblico “non professionale”

La statunitense Amanda Knox e l’italiano Raffaele Sollecito, studenti e fidanzati all’epoca della morte di Meredith, devono rispondere di omicidio, violenza sessuale, simulazione di reato, furto.
Knox verrà processata anche per avere calunniato Patrick Lumumba, un congolese arrestato subito dopo l’omicidio e poi rilasciato, quando gli investigatori hanno appurato che era estraneo ai fatti.
Nel corso dell’udienza preliminare, Knox e Sollecito avevano ribadito di essere innocenti. La giovane americana ha anche detto di aver subito pressioni dalla polizia per confessare.
Guede
, l’altro giovane coinvolto è già giudicato con il rito abbreviato, ha invece riversato tutta responsabilità sui due altri imputati.

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