Grande successo per la serata-evento organizzata per la presentazione del volume "Favolosi quegli anni. Quando si ballava solo a Carnevale"
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Serata di memorie e di emozioni, venerdì 1 dicembre, al teatro Concordia di Marsciano, dove la presentazione dell’ultimo libro di Alvaro Angeleri “Favolosi quegli anni. Quando si ballava solo a Carnevale” si è trasformato in un grande evento. Merito di Angeleri, certamente, che ha saputo fare, come già altre volte in passato, da straordinario collante della comunità, ma anche dei gruppi musicali che hanno accettato di tornare sul palco a suonare la loro musica, dimentichi degli anni (sarebbe più corretto dire dei decenni) trascorsi dall’ultima serata pubblica. In qualche caso c’è pure chi ha confessato di aver ripreso in mano lo strumento dopo trent’anni.

Platea e galleria sono stati a malapena sufficienti ad ospitare tutti i convenuti, restati incollati alle poltrone per tutte le tre ore dello spettacolo, condotto con freschezza da Giulia Corradi. Del libro, 220 pagine e 180 foto, si è parlato poco perchè in realtà l’attesa era tutta per i protagonisti dello stesso che da lì a poco sarebbero usciti dalle pagine ingiallite della narrazione letteraria per scatenare dei veri flash della memoria, legati anche ai luoghi dove si suonava e ballava.

La serata si è aperta prima con l’Orchestra della Filarmonica di Marsciano e quindi con un lungo video a ricordare le orchestre dell’immediato dopoguerra –  La Proletaria, Mosè, Morena, I 5 in armonia, i Radar – e alcuni dei personaggi simbolo del pianeta musicale marscianese. E a seguire I Ragazzi del Sole e gli Eccelsi per arrivare alla fine degli anni Sessanta con l’arrivo dei complessi che hanno messo in scena se stessi eseguendo, con alle loro spalle le foto d’epoca, tre brani a testa: i Satiri a Marsciano, i Carnefici a Cerqueto, The Colours a Compignano, i Dolmen a Spina e The Flowers a San Biagio della Valle.

Bravi tutti. A cominciare da chi ha lavorato dietro le quinte per far funzionare uno spettacolo che ha avuto, tra gli altri meriti, di scatenare nella comunità marscianese i più imprevedibili meccanismi della memoria.

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