Nuovo rimpallo a Todi Lega Nord – Pd, questa volta sulla questione sportiva. “La Lega tuderte – si legge in una nota del Partito democratico – si è affrettata a comunicare alla stampa l’approvazione da parte dell’intera maggioranza (tranne il Sindaco, che, saggiamente, si è astenuto) dell’ordine del giorno sull’istituzione di una sport card che garantisca l’attività sportiva “a molti, ma non a tutti”. La solerte capogruppo leghista afferma che “dispiace il voto contrario delle forze di opposizioni che evidentemente non hanno a cuore disabili o famiglie in serie difficoltà economiche”. Il contenuto del documento leghista, in parte – sottolinea il Pd – ricalca iniziative portate avanti dall’amministrazione di centro sinistra negli anni passati, che aveva stipulato intese e convenzioni con le organizzazioni rappresentative delle associazioni sportive, che dimostrassero l’intenzione e la capacità di accogliere nella pratica sportiva minori e persone con disabilità o in difficoltà dal punto di vista economico sociale”.
Dove è allora il problema. Il comunicato del Pd vuole proprio chiarire e ribadire le motivazioni che hanno indotto a votare contro l’ODG leghista: “I criteri che vengono proposti sono chiaramente discriminatori, infatti, se per le persone con disabilità o invalidità vengono stabiliti requisiti soggettivi ed economici per accedere al beneficio di riduzione delle tariffe di accesso agli impianti sportivi pubblici, per le famiglie con difficoltà economica viene aggiunto il requisito della residenza da almeno cinque anni nella nostra città. Quindi le famiglie italiane e straniere residenti a Todi da meno di cinque anni sarebbero escluse dal beneficio. Cioè, un bambino o un adolescente, figlio di una famiglia (italiana o straniera) immigrata nel nostro territorio da meno di cinque anni, in difficoltà economica, non avrebbe diritto al beneficio della gratuità o riduzione della retta per l’accesso agli impianti sportivi”.
Per il PD “questo criterio è, palesemente, in conflitto con il principio universalistico di accesso ai contributi economici pubblici sancito dalle norme legislative e regolamentari, oltre che dalla Costituzione Italiana. In Consiglio comunale – è scritto nel comunicato – abbiamo, inutilmente, proposto di adottare criteri diversi per riconoscere il beneficio individuato, affinchè si incentivi la pratica sportiva per quello che è, un’occasione di inclusione sociale e di integrazione culturale per tutti, soprattutto per chi è in difficoltà. La capogruppo leghista ci ha spiegato che l’obiettivo è, invece, quello di favorire “l’appartenenza” al territorio della città di Todi, cioè: se sono di Todi accedo al beneficio, se sono straniero, di Roma, di Treviso o di Monte Castello di Vibio e sono in difficoltà economiche, ma non risiedo a Todi da almeno cinque anni, non accedo al beneficio! Abbiamo proposto di togliere il requisito dei cinque anni di residenza, ma non c’è stato nulla da fare, perché tutte le forze di maggioranza si sono piegata al volere della “marziale” Lega tuderte.”
Il Pd conclude assicurando che vigilerà sui provvedimenti della Giunta affinchè non recepiscano questa parte dell’ ordine del giorno.









