La relazione del rettore segnala una flessione nelle iscrizioni anche se nel settore ricerca l'Ateneo sta accellerando

Il rettore dell’universita’ di Perugia ha aperto il 701esimo anno accademico. Bistoni con l’occasione ha fornito alcuni dati.
Nell’anno accademico 2007-2008 c’e’ stata una flessione dell’1% negli iscritti (33.999) rispetto all’anno precedente, per la maggior parte pero’ fuori corso.
L’ateneo ha destinato 31 milioni 783mila euro alle dotazioni dipartimentali e delle biblioteche e al finanziamento delle rispettive attivita’
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Ha integrato questi investimenti con una rilevante quota di risorse destinata a favorire il ricambio del personale docente e non docente.
Per i dottorati di ricerca, sono passati da 176 a 232, mentre 67 sono state le borse di studio, 323 gli assegni di ricerca.
Notevole e’ stato l’impulso ai progetti cofinanziati dalla UE, dal MIUR e dal Ministero degli esteri, da altri organismi, con progetti passati da 6 a 69. Inoltre sono stati cofinanziati 73 progetti di ricerca di interesse nazionale, 15 del fondo investimenti per la ricerca di base, 4 progetti del fondo integrativo speciale per la ricerca.
Inoltre – ha concluso Bistoni – gli Spin-off gia’ costituiti sono passati da 23 a 26, ai quali se ne aggiungono 10 in via di costituzione. Sono stati depositati 14 nuovi brevetti che si sommano ai 32 gia’ esistenti. Rafforzato il processo di internazionalizzazione; stipulati 351 accordi bilaterali e 83 convenzioni con universita’ europee ed extra europee con un incremento complessivo del 20% rispetto all’anno precedente.

Bistoni ha riconosciuto il diritto dei giovani che protestano per il loro futuro (nell’aula Magna numerosi erano i giovani ricercatori con maglietta bianca) poiche’ c’e’ solo ”lavoro precario o nella migliore delle ipotesi, un posto di ricercatore, ma senza prospettive”.
Ha citato una scritto del prof. Salvatore Settis, per il quale l’universita’ italiana era diventata la piu’ vecchia del mondo, dove i docenti ultrasessantenni sono il 25% contro il 5% degli Usa, l’8% della Gran Bretagna; quelli sotto i 35 anni sono meno 1% contro l’8% degli Usa, il 16% della Gran Bretagna”.

Secondo Bisto
ni ”L’Universita’ e’ chiamata a farsi promotrice di un nuovo modello di civilta’.
A questo riguardo, l’unita’ di ricerca e formazione costituira’ per essa la via maestra da seguire, in quanto e’ la condizione imprescindibile per far progredire la conoscenza e per elaborare progetti finalizzati all’innovazione sostenibile e compatibile con una nuova qualita’ della vita”.
Questa unità tra ricerca ed insegnamento tuttavia è un aspetto critico del sistema universitario perugino, connesso forse col problema dell’anzianità dei docenti ma non solo.
Molti sono i mugugni degli studenti nei confronti di docenti che, pur bravi ricercatori, difettano della capacità di chiarezza necessaria per i formatori oppure ritengono questa attività secondaria rispetto all’insegnamento.
Questa è la realtà che aspetta il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che sarà in visita all’Università degli studi di Perugia il prossimo 23 febbraio.

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