L’udienza preliminare relativa alle presunte irregolarità compiute in occasione del ritrovamento del cadavere del medico perugino Francesco Narducci nel lago Trasimeno, è stata rinviata al 4 febbraio prossimo.
Una delle difese, i legali della famiglia Narducci, ha presentato un’eccezione sulla inutilizzabilità delle intercettazioni telefoniche disposte durante le indagini preliminari, per le quali oggi il gup avrebbe dovuto procedere all’affidamento dell’incarico ai periti per le trascrizioni ed il Gup ha preso tempo per decidere
Il procedimento coinvolge a vario titolo 22 persone tra familiari del gastroenterologo, pubblici ufficiali, appartenenti alle forze di polizia e altri soggetti ai quali vengono contestati a vario titolo 22 capi d’imputazione per reati quali falso, omissione d’atti d’ufficio, occultamento di cadavere e altri.
Tutti gli indagati hanno sempre respinto le accuse che muovono dal convincimento della Procura della presenza di una presunta associazione per delinquere della quale sarebbe stato promotore e organizzatore Ugo Narducci, padre del medico trovato morto il 13 ottobre del 1985.
Il gruppo avrebbe operato – secondo la ricostruzione accusatoria – dall’8 ottobre di quell’anno (giorno della scomparsa del gastroenterologo) fino a dopo il luglio del 2004 per cercare di sviare gli accertamenti sulla morte ed in particolare per evitare che si collegasse la morte del medico perugino alle vicende del “mostro di Firenze”.
- Redazione
- 22 Gennaio 2009










